Roma, 8 marzo 2021 - "Dobbiamo essere consapevoli che la predisposizione del piano e la sua realizzazione sono un'opera complessa. Dobbiamo predisporre un documento dai contenuti ambiziosi ma anche credibili e dettagliati, che definisca le specifiche modalità operative di ciascun intervento. Per l'Italia questo implica un cambio di passo nel modo di impiegare le risorse che anche in passato l'Ue ha messo a disposizione attraverso i fondi strutturali". Lo ha detto il ministro dell'Economia, Daniele Franco, in audizione alle commissioni riunite Bilancio, Finanze e Politiche dell'Ue di Camera e Senato, sul Recovery plan. Per Franco occorre "muovere su tempi molto più rapidi" ed è necessario un "deciso rafforzamento delle strutture tecniche e operative deputate all'attuazione degli interventi".

"Secondo quanto indicato nella bozza del piano italiano trasmessa al Parlamento - ha aggiunto - il dispositivo prevede fondi a disposizione del nostro Paese per gli anni 2021-2026 per circa 196 miliardi a prezzi correnti, 69 dei quali sotto forma trasferimenti, 127 in forma di prestiti". Per il ministro occorre tenere conto dei dati "piu' aggiornati. Il regolamento europeo emanato a febbraio - ha spiegato - prende a riferimento, per la determinazione della parte riguardante i prestiti, il reddito nazionale lordo del 2019. Questo porterà a una stima dell'entità delle risorse dell'ordine di 191,5 miliardi, leggermente inferiore a quella indicata nel piano a gennaio. Queste cifre sono oggetto di un ulteriore margine di variabilità", ha precisato.

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"Le risorse europee saranno disponibili alla fine dell'estate" con i pre-finanziamenti al 13%, ha spiegato Franco: "Per il nostro paese il piano è una occasione molto importante, rende possibile affrontare in modo coordinato e con rilevanti mezzi alcuni problemi strutturali".