Le linee guida sono già pronte. E, per accelerare e spendere bene i 209 miliardi (fra prestiti e sussidi) che arriveranno da Bruxelles nei prossimi sei anni, il premier ha già annunciato una nuova task force, che dovrà fare da coordinamento tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia. Il piano sarà pronto nei dettagli entro la prima settimana di ottobre. Per la verità il numero uno di via Venti Settembre, Roberto Gualtieri, sta lavorando al documento da qualche settimana. Tanto da aver deciso di rimandare l’invio a Bruxelles del Piano Nazionale di Riforma, allegato al Def, (il Documento di Economia e Finanza) proprio per conoscere l’esito della difficile trattativa sul Recovery fund. Ma ora che le carte sono state scoperte, è partita anche la corsa all’uso di queste risorse. È vero che, almeno in parte, la dote potrà essere utilizzata per gli interventi finanziati da febbraio ad oggi. Ma la stragrande maggioranza delle risorse deve trovare ancora una collocazione. "Presenteremo un piano di rilancio incisivo che non solo sostenga la ripresa ma che affronti anche alcuni...

Le linee guida sono già pronte. E, per accelerare e spendere bene i 209 miliardi (fra prestiti e sussidi) che arriveranno da Bruxelles nei prossimi sei anni, il premier ha già annunciato una nuova task force, che dovrà fare da coordinamento tra Palazzo Chigi e il ministero dell’Economia. Il piano sarà pronto nei dettagli entro la prima settimana di ottobre. Per la verità il numero uno di via Venti Settembre, Roberto Gualtieri, sta lavorando al documento da qualche settimana. Tanto da aver deciso di rimandare l’invio a Bruxelles del Piano Nazionale di Riforma, allegato al Def, (il Documento di Economia e Finanza) proprio per conoscere l’esito della difficile trattativa sul Recovery fund. Ma ora che le carte sono state scoperte, è partita anche la corsa all’uso di queste risorse. È vero che, almeno in parte, la dote potrà essere utilizzata per gli interventi finanziati da febbraio ad oggi. Ma la stragrande maggioranza delle risorse deve trovare ancora una collocazione. "Presenteremo un piano di rilancio incisivo che non solo sostenga la ripresa ma che affronti anche alcuni dei problemi storici dell’Italia – spiega Gualtieri – per far crescere il Paese con investimenti in infrastrutture, digitalizzazione, contrasto ai mutamenti climatici e innovazione". Ma in concreto, come spenderemo queste risorse?

Infrastrutture. È sicuramente il capitolo più importante. Il governo vuole portare la quota di investimenti pubblici sul Pil dal 2,3% al 3%. Si punterà sul potenziamento della rete ferroviaria, per garantire a tutte le principali aree urbane italiane un tempo di percorrenza inferiore alle 4 ore e mezzo per raggiungere Roma. Il che significa anche l’estensione dell’alta velocità fino a Reggio Calabria. C’è poi tutto il capitolo delle infrastrutture digitali, con lo sviluppo della rete fissa a banda ultralarga e di quella mobile di quinta generazione. Tutte le scuole saranno raggiunte con connessioni al alta velocita, fino a 1 gigabits.

Innovazione. Ci saranno interventi per introdurre le cosiddette tecnologie emergenti (dall’intelligenza artificiale alle blockchain) al servizio delle persone. Incentivi anche per la Cybersecurity, il cloud e il supercomputing per le imprese. Molto importante, su questo fronte, anche la digitalizzazione della pubblica amministrazione con la lotta alla burocrazia.

Green economy e transizione ecologica. Sarà un altro dei pilasti del Recovery fund. La Commissione favorirà gli investimenti sulle energie rinnovabili e le soluzioni a idrogeno, il trasporto pulito, il cibo sostenibile e un’economia circolare e intelligente. L’Italia potrebbe utilizzare una parte dei fondi anche per un’eventuale trasformazione ’green’ dello stabilimento ex Ilva.

Sanità. Non poteva mancare, ovviamente, il capitolo dedicato alla protezione civile e soprattutto agli interventi per prevenire un eventuale ritorno della pandemia. Fra le misure in arrivo, oltre alla modernizzazione degli ospedali, anche la cosiddetta e-health, per rafforzare la medicina sul territorio ed evitare il collasso delle strutture sanitarie in caso di nuove emergenze. Non va dimenticato che, sempre per le spese della sanità, l’Italia può contare sui 37 miliardi messi a disposizione dal fondo Salva Stati. Risorse che, per buona parte, potrebbero essere impiegate per coprire il piano da 20-25 miliardi di euro messo a punto dal ministro della Sanità, Roberto Speranza. Soldi sui quali si è acceso un aspro confronto fra Cinquestelle e Pd ma che sarebbero fondamentali per dare ossigeno alle nostre finanze pubbliche.

Ricerca. Siamo fra i Paesi europei che spendono meno. Così il governo vuole aumentare il budget nei prossimi tre anni di almeno 0,4 punti di Pil, fra i 6 e i 7 miliardi di euro.

Trasporti

L’esecutivo vuole portare la quota di investimenti pubblici dal 2,3% al 3% del Pil. Si punta a potenziare la rete ferroviaria: l’obiettivo è garantire a tutte le principali aree urbane di raggiungere Roma entro 4 ore e mezza, estendendo l’alta velocità fino a Reggio Calabria.

Digitale

Il capitolo delle infrastrutture digitali comprende lo sviluppo della rete fissa a banda ultralarga e di quella mobile 5G. Le scuole saranno raggiunte con connessioni alta velocità, fino a 1 gigabit/secondo.

Innovazione

Previsti interventi per introdurre le tecnologie emergenti al servizio delle persone. In campo anche incentivi per le imprese per cibersecurity, cloud e supercalcolo. Si lavorerà anche alla digitalizzazione della pubblica amministrazione.

Lavoro

Per spingere il mercato del lavoro si incentiverà la partecipazione delle donne, con la parità salariale e una specifica decontribuzione. Per tutti arriverà il salario minimo, legato alla contrattazione collettiva nazionale.

Salute

Sul fronte della protezione civile e degli interventi per prevenire un ritorno della pandemia ci sono la modernizzazione degli ospedali e la cosiddetta e-health: l’obiettivo è rafforzare la medicina sul territorio ed evitare il collasso delle strutture sanitarie.

Economia green

Un altro dei pilastri del Recovery fund riguarda la green economy e la transizione ecologica. L’Italia potrebbe utilizzare una parte dei fondi per un’eventuale trasformazione ’green’ dello stabilimento ex Ilva.

Ricerca

Tra i Paesi dell’Unione europea, siamo uno di quelli che spendono meno in istruzione e ricerca. Il governo vuole aumentare, nei prossimi tre anni, il budget di almeno 0,4 punti di Pil: si tratta di un ’tesoretto’ compreso fra i 6 e i 7 miliardi di euro.