Claudia Marin

ROMA

DUE NUMERI per dare il segno dell’impennata in corso nell’utilizzo di PagoPa, la piattaforma per i pagamenti digitali (bolli, multe e F24) verso la Pubblica amministrazione. Al 25 febbraio scorso le transazioni passate attraverso il canale hanno raggiunto quota 27.992.755 e a oggi siamo verso i 30 milioni, con una crescita esponenziale del 737% nei primi mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2018. Il 2019, dunque, segna una svolta e un cambio di passo decisivi nel meccanismo di pagamenti digitali partito il primo gennaio 2016: la corsa e lo sviluppo della piattaforma hanno raggiunto livelli tali che ci si è mossi per creare una società dello Stato ad hoc per gestire e diffondere il sistema.

PASSANDO da circa 900mila transazioni l’anno del 2016 a oltre 14 milioni di transazioni e quasi 2 miliardi di euro gestiti nel 2018 – spiega Giuseppe Virgone, responsabile dei Pagamenti digitali del Team per la Trasformazione digitale – PagoPA è una delle piattaforme abilitanti in maggiore crescita in Italia, nonché una delle colonne portanti sulle quali si basa la trasformazione digitale del Paese. Significativa l’analisi dell’impennata dell’utilizzo di PagoPA degli ultimi mesi: 4 milioni e 682mila transazioni nell’ultimo trimestre del 2018 e altre 7 milioni e 425mila transazioni solo nei primi 40 giorni del 2019, con la previsione di chiudere i primi due mesi dell’anno con circa 10 milioni di transazioni. Un boom in confronto con le 900 mila operazioni di tutto il 2016.

ANCHE guardando il valore degli importi, la crescita di PagoPA ha dimensioni esponenziali. Nell’ultimo trimestre 2016 passavano per la piattaforma pagamenti per un valore di 41 milioni 541mila euro. Alla fine del 2017 l’importo transato era di 234 milioni 379mila euro, con un incremento di oltre il 450%. L’ultimo trimestre del 2018 è stato chiuso con un valore di quasi 795 milioni 453mila euro, con un ulteriore incremento di quasi il 250%. Anche in questo caso il 2019 ha segnato un vero cambio di passo, con un miliardo e 108 milioni di euro soltanto nei primi quaranta giorni dell’anno, una crescita del 725%. Insomma, se nel 2018 è passato su PagoPA oltre il 6 per cento delle transazioni, con milioni di cittadini che hanno usato la piattaforma, nel 2019, secondo le previsioni, passerà su PagoPA circa il 20% di tutte le transazioni verso la PA.

MA COME si spiega il successo dell’operazione? Secondo Virgone sono almeno quattro-cinque i fattori che possono spiegarlo: la spinta che gli ultimi governi hanno dato alla digitalizzazione del Paese, la competenza dei profili tecnici del Team per la Trasformazione digitale, la realizzazione di un’esperienza utente più efficiente sia online che offline, il supporto di tutti i prestatori di servizi di pagamento che aderiscono al nodo dei pagamenti di PagoPA, l’atteggiamento convinto degli ‘ecosistemi centrali’ della Pubblica amministrazione, come ad esempio l’Agenzia delle Entrate Riscossione, l’Inps, l’Aci, l’Inail, o le amministrazioni di grandi Comuni come Milano, Roma o Palermo, che hanno risposto al segnale chiaro da parte del governo portando i loro servizi più importanti su PagoPa.

IL RISULTATO, è presto detto anche in termini di soggetti pubblici che utilizzano PagoPa: dal primo gennaio più del 60% dei pagamenti di bolli auto in Italia è avvenuto attarverso la piattaforma (nel 2020 saranno la totalità), così come si registra un numero sempre maggiore di Comuni (tra cui Roma e Milano) che scelgono il sistema per gestire il pagamento delle multe stradali. Da giugno, per di più, tutti gli avvisi dell’Agenzia delle Entrate Riscossione transiteranno sulla piattaforma.