di Antonio Troise Nella partita per la Rete unica entra anche la Lega. E lo fa con un emendamento alla Legge di Bilancio praticamente già in pista. Obiettivo, ’blindare’ i conti di Open Fiber, in vista della possibile integrazione con Tim e della creazione di una nuova società che dovrà gestire l’infrastruttura tecnologica. Riflettori puntati anche sulle decisioni che prenderà oggi il cda di Enel sulla possibile cessione della sua quota in...

di Antonio Troise

Nella partita per la Rete unica entra anche la Lega. E lo fa con un emendamento alla Legge di Bilancio praticamente già in pista. Obiettivo, ’blindare’ i conti di Open Fiber, in vista della possibile integrazione con Tim e della creazione di una nuova società che dovrà gestire l’infrastruttura tecnologica. Riflettori puntati anche sulle decisioni che prenderà oggi il cda di Enel sulla possibile cessione della sua quota in Open Fiber (Of). I tempi sono stretti. Soprattutto dopo la decisione dell’esecutivo di destinare parte dei fondi del Recovery fund alla realizzazione delle reti di telecomunicazione di nuova generazione.

L’emendamento messo a punto dalla Lega consentirebbe a Of di sbloccare i pagamenti modificando le procedure previste dal contratto di concessione. Si introdurrebbe la possibilità di nominare il presidente della Regione o della Provincia autonoma come commissario straordinario per la realizzazione della rete a banda ultra-larga nelle ’aree bianche’, quelle dove non c’è un mercato sufficiente a stimolare gli investimenti da parte degli operatori privati.

La norma sarebbe valida per tutto il periodo dell’emergenza sanitaria per il Covid-19 e per i due anni successivi, con riferimento ai lavori in corso di esecuzione. In questa maniera a Of continuerebbe ad essere garantita l’erogazione degli anticipi, anche al di là degli eventuali ritardi accumulati nella realizzazione dell’infrastruttura. I governatori avrebbero poteri sulla gestione delle risorse. Il testo del Carroccio è ancora sotto esame, non è detto che rimanga così.

Un confronto politico destinato ovviamente ad incrociarsi con il nuovo round della partita finanziaria in programma oggi. Il cda dell’Enel, infatti, dovrebbe affrontare il dossier Open Fiber cominciando a fissare qualche paletto. Due le strade a disposizione. La prima porta diritto alla cessione dell’intero pacchetto di azioni al fondo Macquarie, che ha già presentato un’offerta. Ma non è escluso che Enel possa tenere per sé un pacchetto del 10% di azioni da girare poi a Cdp che, a quel punto, diventerebbe il socio di maggioranza. In alternativa Enel potrebbe decidere di continuare ad essere della partita della fibra, non cedendo tutte le azioni di Of.