ROMA

La Pubblica amministrazione a caccia di funzionari. Dopo anni di stop al turnover, esce un mega-concorso per assumerne oltre duemila. In Gazzetta Ufficiale è stato infatti pubblicato il bando unico per 2.133 posti disseminati in circa 18 enti. "Il percorso di rilancio del reclutamento nella Pa è avviato", scrive su Facebook la ministra Fabiana Dadone. Ma i criteri per gli ingressi cambiano, in linea con "un ripensamento globale dell’organizzazione del lavoro pubblico, non solo badando al rafforzamento quantitativo degli organici". Insomma si invita a non guardare alle cifre, considerevoli, ma alle modalità di selezione e ai "nuovi profili".

Da tempo circolava l’idea di snellire le prove, di digitalizzarle, puntando sulle lingue e soprattutto su quelle che gli esperti in materia chiamano ‘soft skill’. In italiano si potrebbe parlare di abilità trasversali, che vanno oltre le nozioni o la singola disciplina. Tra le più citate la capacità di fare squadra o di affrontare situazioni di stress. Dadone nelle scorse settimane ha anche espresso l’esigenza di inserire tra gli elementi di valutazione il "senso dello Stato". Anche per non confondere il manager pubblico col privato.

L’emergenza legata al Coronavirus ha reso improrogabili certe trasformazioni. Ed è così che nel nuovo concorso si terrà conto dell’inglese, la selezione sarà tutta informatizzata e perfino l’orale potrà essere svolto in video-conferenza. Non solo, la candidatura dovrà arrivare online, attraverso l’identità digitale Spid e la piattaforma telematica Step-One 2019. D’altra parte, ormai, c’è anche la legge, il dl Rilancio, che detta le innovazioni in fatto di concorsi. Le amministrazioni sono quindi chiamate al cambiamento. Che non dovrebbe tardare anche perché le modifiche introdotte sono volte a tagliare i tempi che passano dalla pubblicazione del bando all’uscita della graduatoria dei vincitori. L’obiettivo del ministero è dimezzarli. Finora, in media, ci si metteva un anno e mezzo.