Giovanni Tria, ministro dell'Economia (Ansa)
Giovanni Tria, ministro dell'Economia (Ansa)

Roma, 8 febbraio 2019 - Segnali negativi per l'economia italiana. L'Istat ha rilevato che la produzione industriale ha segnato un calo del -5,5%. Male in particolare le auto (- 16,6%) e i beni di consumo (-7,2%). Questi i dati su base annua. Positivi, invece, i numeri sulla disoccupazione, il cui tasso si ferma al 10,6%, 0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2017. Ma non basta. L'Istituto di Statistica, infatti, avverte: si prospetta una serie di "difficoltà di tenuta dei livelli dell'attività economica" italiana. 

Intanto lo spread tra Btp e Bund torna sopra i 285 punti base, ai massimi da due mesi. Il differenziale è a 285,1, con il rendimento del decennale italiano al 2,953%.

PRODUZIONE INDUSTRIALE - La produzione industriale a dicembre 2018 segna un calo dello 0,8% rispetto a novembre. Così rileva l'Istat, spiegando che si tratta della quarta contrazione consecutiva. Su base annua l'indice corretto per gli effetti di calendario risulta in ribasso del 5,5% (dato corretto per gli effetti di calendario). Si tratta della diminuzione tendenziale più accentuata dal dicembre del 2012, ovvero da sei anni. In ribasso anche il dato grezzo (-2,5% su base annua).

AUTO - In caduta libera le auto. La produzione industriale di autoveicoli a dicembre segna una nuova tendenza al ribasso, scendendo su base annua del 16,6% (dato corretto per gli effetti di calendario). Lo rileva ancora l'Istituto di Statistica. Non dissimile il valore grezzo (-14,6%). Positivo invece il confronto mensile (+2,1%). Per il settore la media annua per il 2018 si chiude così con un -5,9% (-5,4% il grezzo). 

BENI DI CONSUMO - A dicembre 2018 è la produzione di beni di consumi a far segnare un crollo (-7,2% su base annua). L'Istat infatti parla di "un'accentuata diminuzione" per il settore. E lo stesso vale per i beni intermedi (-6,4%). Sempre guardando agli indici corretti per gli effetti di calendario, diminuzioni più contenute si osservano per l'energia (-4,4%) e per i beni strumentali (-3,5%).

DISOCCUPAZIONE - Il tasso di disoccupazione nel 2018 si è fermato al 10,6%, 0,7 punti percentuali in meno rispetto al 2017. Così rileva l'Istat nella nota mensile. Negli ultimi cinque anni, fa notare l'Istituto, "il tasso di disoccupazione ha mostrato una diminuzione di 1,5% punti percentuali, tornando ai livelli del 2012, ma restando ancora lontano dal minimo storico del 2007 (6,1%). Nel 2018 la crescita media annua dell'occupazione "si è attestata allo 0,9% con un incremento di oltre 200 mila occupati". Il tasso di occupazione - spiega l'Istat - è così salito di 0,6 punti percentuali (al 58,5% dal 57,9% dell'anno precedente). Ecco che, prosegue, "prendendo come riferimento il 2013, l'occupazione è aumentata complessivamente del 4,6%, mentre il tasso di occupazione è cresciuto di 3 punti percentuali, portandosi ai livelli più elevati registrati nel 2008". 

"DIFFICOLTA' ECONOMIA" - A gennaio l'indicatore anticipatore dell'economia italiana, 'spià di quel che accadrà, ha "registrato una marcata flessione, prospettando serie difficoltà di tenuta dei livelli di attività economica". Lo rileva l'Istat nella prima nota mensile del 2019 sull'andamento dell'economia italiana. "Il rallentamento dell'economia internazionale si è prolungato anche nell'ultima parte dello scorso anno, colpendo in particolare il settore industriale e la domanda internazionale", spiega l'Istituto di Statistica. "Nel quarto trimestre 2018, il Pil italiano - ricorda - ha segnato la seconda variazione congiunturale negativa consecutiva, determinata da una nuova flessione della domanda interna". 

RENZI AL GOVERNO: "STATE DISTRUGGENDO LA CRESCITA" - "Sapete perché questo Governo litiga con tutti? - scrive l'ex presidente del Consiglio Matteo Renzi su Facebook - . Per cambiare discorso. Ogni giorno esce un dato nuovo, di cui non vogliono parlare. Un suggerimento al Governo: non cercate di cambiare discorso, sperando che gli italiani pensino ad altri. Cambiate la politica economica, state distruggendo la crescita". Ecco il post: