Produrre di più utilizzando meno risorse: è la sfida cruciale dell’agricoltura di oggi e domani. Il salto di qualità si chiama Agricoltura 4.0 dove digitalizzazione, innovazione e sostenibilità ambientale sono i driver di crescita. Il mercato globale dell’agricoltura 4.0 nel 2018 vale 7 miliardi di dollari, il 30% generato in Europa.

La crescita è ancor più rapida in Italia, dove il mercato ha un valore compreso fra i 370 e i 430 milioni di euro, il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo. Lo dice una ricerca dell’Osservatorio Smart Agrifood della School of Management del Politecnico di Milano e del laboratorio RISE dell’Università di Brescia, presentata a un convegno di Confagricoltura dedicato all’«Agricoltura digitale 4.0». I numeri: nel 1960 un ettaro di terra nutriva due persone, nel 2025 un ettaro di terra dovrà nutrire cinque persone e qui entra in gioco il ruolo fondamentale dei fertilizzanti, grazie ai quali è possibile incrementare la produzione agricola fino al 75%.

Si tratta di mezzi tecnici che permettono di creare, ricostituire, conservare o aumentare la fertilità del terreno garantendo così derrate abbondanti. Le stime evidenziano in modo inconfutabile che senza il loro utilizzo possono verificarsi nei raccolti agricoli perdite fino al 75%. «Per vivere e crescere, le piante assorbono dal suolo gli elementi nutritivi che non sono però illimitati e che, con il passare del tempo, tendono a esaurirsi. L’unica soluzione per preservare la fertilità del terreno, e quindi di garantire all’agricoltura raccolti adeguati, è quella di reintegrare, attraverso l’uso dei fertilizzanti, gli elementi nutritivi prelevati dalle colture» ricorda Giovanni Toffoli, presidente di Federchimica-Assofertilizzanti.

L’associazione rappresenta le imprese produttrici di concimi minerali, organici e organominerali, ammendanti e correttivi, prodotti specialistici e ad azione specifica (come i biostimolanti) e fertilizzanti ad uso hobbistico. Gli addetti in Italia sono circa 2.300 e il giro d’affari delle 53 imprese associate (l’82% del mercato Italia) è di un miliardo di euro. Le vendite di concimi organici, organominerali e minerali è stabile attorno ai 2,8 milioni di tonnellate annui. «Anche il mondo dei fertilizzanti investe in nuove tecnologie – aggiunge Toffoli – monitorando in tempo reale l’operato sul campo e consentendo quindi di adeguare, se necessario, il piano di fertilizzazione, minimizzando gli sprechi. Si fa uso di strumenti e di tecnologie avanzate, come, per esempio, sensori prossimali e GPS, che permettono di misurare le carenze nutritive delle colture».

Con la recente approvazione del nuovo Regolamento Ue dei fertilizzanti, il settore ha finalmente in tutta Europa una normativa unica. Le nuove regole allargano notevolmente lo spettro dei fertilizzanti disciplinati, spalancando così le porte dell’Europa alla libera circolazione di tanti prodotti che prima non potevano fregiarsi del Marchio CE, come ad esempio i concimi organici, organo-minerali e biostimolanti, che in questi ultimi anni hanno assunto sempre più importanza per gli agricoltori.