Dalla ’p’ progettazione alla ’p’ del post vendita. È questo l’alfabeto di Ode, l’azienda di Colico (in provincia di Lecco) che dal 1960 progetta e produce linee complete di elettrovalvole per il mercato dei costruttori di macchine e impianti. In mezzo ci sono soluzioni personalizzate e studiate secondo i principi di elevata qualità, adattabilità e affidabilità del prodotto. Perché «quello che fa la differenza nel settore – spiega l’azienda – è l’interpretazione e la capacità di fare ciò che serve, adattando i processi alle necessità dei mercati». Cose che si possono imparare solo in cinquant’anni di attività. È l’esperienza infatti che ha portato Ode a sviluppare nuovi prodotti in grado di soddisfare più settori dell’industria come il vending, quello delle macchine da caffè, l’autolavaggio, l’automazione, il medicale, il food&beverage, la gestione acqua, fino al chimico e al petrolchimico.

Anche le aziende con una grande storia alle spalle hanno il coraggio di ripensarsi, nel caso di Ode secondo tre nuovi capisaldi. Il primo, è un forte orientamento al mercato, seguendo un’interpretazione nuova, dinamica ed eticamente gestibile dei processi. Da qui la necessità di riprogrammare il proprio business: analizzare i processi, identificare i bisogni, raccogliere le informazioni e ridisegnare i nuovi flussi operativi. «Un sistema deve avvenire in modo naturale e automatico, sempre in costante aggiornamento per garantire un miglioramento continuo, insomma, farne uno ’stile di vita’ aziendale».

Il successo passa anche per la capacità di «differenziarsi», la concorrenza infatti può spingere a conseguire risultati di qualità superiore arrivando a produrre qualcosa che nessun altro fa o facendolo in maniera diversa. Sviluppare e realizzare prodotti che soddisfino le esigenze della clientela, anticiparne le aspettative, fornire soluzioni che possano creare costantemente vantaggi competitivi, vuol dire diventarne il partner ideale. Il presupposto fondamentale è operare in un mondo di alternative. Le scelte strategiche definiscono il posizionamento, la disciplina operativa e quindi quali mercati servire e come, creando selettivo valore. Come? Garantendo il rispetto dei più alti standard certificativi mondiali. Da cavalcare c’è l’onda delle certificazioni, sfruttando tali normative a proprio favore. L’azienda è così spinta verso la comprensione dei bisogni dei clienti portando a una riduzione del time to market. Oltre ai vantaggi in termini di sicurezza, il valore aggiunto che la certificazione porta in azienda è il miglioramento dell’immagine e della credibilità che risulta un biglietto da visita quasi indispensabile.

Quattro sono le linee guida inserite nel sistema qualità di Ode: «un equilibrato interesse sia per il profitto che per le persone, attraverso una integrazione delle esigenze personali ed individuali; un interesse per la produttività a lungo termine, attraverso una pianificazione strategica supportata da una coerente analisi operativa a breve termine; un ambiente motivante che sviluppi un’alta qualità della relazione e comunicazione interpersonale; la definizione ed il miglioramento continuo di obiettivi misurabili che tengano conto di tutti gli aspetti strategici, organizzativi ed ambientali». In soldoni: flessibilità ed esperienza al servizio dei clienti, per diventare «il partner ideale con cui realizzare il vostro prodotto finito di successo». Ma soprattutto alta qualità e cura del dettaglio, accurata selezione delle materie prime, rispetto e considerazione del cliente per ottenere un prodotto affidabile e performante nel tempo.

La sicurezza, poi, resta uno dei temi centrali, al quale si collegano l’attenzione all’ambiente, al sociale e al welfare. È proprio per il grande capitolo delle risorse umane che in azienda viene promossa la consapevolezza e la leadership del personale. Un elemento considerato «strategico primario, in grado di accrescere le professionalità e le competenze interne e favorire una partecipazione motivata e proattiva». Il progetto organizzativo dell’azienda è inerente alla sua strategia, al punto che a volte è difficile dire dove essa finisce e inizia l’organizzazione. La strategia è dinamica, l’organizzazione deve essere flessibile. Una strategia chiara determina, infatti, uno schema aziendale modellandone le decisioni aziendali in termine di ampiezza e profondità della struttura, capacità produttiva e commerciale, offerta dei prodotti e modalità di copertura dei mercati».