Domenica 14 Luglio 2024

Cottarelli e il paradosso della procedura d’infrazione debito/Pil: “Ecco perché è un vantaggio per l’Italia”

L’analisi sulla decisione della Commissione Ue del direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani della Cattolica

Roma, 19 giugno 2024 – Quello che può sembrare una “bocciatura”, con relativi svantaggi economici, per l’Italia potrebbe invece rappresentare un vantaggio. Proprio così. La procedura per deficit eccessivo aperta dalla Commissione Ue nei confronti dell’Italia (e non solo) è un fattore positivo per il Paese.

Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli (Ansa)
Il commissario alla spending review Carlo Cottarelli (Ansa)

E a sostenerlo è uno che di conti pubblici se ne intende: Carlo Cottarelli, economista che è stato, fra gli altri, direttore del dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale.

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La procedura per deficit eccessivo "non incide sull'andamento dei mercati e anche in termini di aggiustamento per il prossimo anno, paradossalmente, produce un effetto positivo". Lo dice Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani della Cattolica. L'aggiustamento, spiega, "sarà nell'ordine di mezzo punto percentuale ma non ci sarà con la procedura in corso l'obbligo di ridurre il rapporto debito/pil. Cosa che non saremmo riusciti comunque a fare per l'effetto di cassa dei bonus edilizi. Il debito nei prossimi due anni salirà, ma sarà consentito per i Paesi che hanno una procedura di infrazione per deficit eccessivo in atto".

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La procedura di infrazione per deficit eccessivo scatta se uno degli Stati membri dell’Ue non rispetta uno dei due parametri del Patto di Stabilità, dal primo gennaio 2024 tornato in vigore (anche se modificato) dopo la sospensione durante il periodo Covid:

  • Il disavanzo di bilancio supera il 3% del Pil
  • Il debito pubblico supera il 60% del Pil e non diminuisce di 1/20 l’anno (nella media dei tre precedenti esercizi).
Le previsioni sul debito pubblico
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A questo punto il Paese viene messo sotto esame e deve produrre una relazione per illustrare la situazione e cosa sta facendo per rientrare nei parametri: il cosiddetto “Piano di rientro”. A questo punto la Commissione Ue indica alcune operazioni che devono essere fatte nei mesi successivi dal Paese sotto esame. Se ciò non avviene, nei tempi e nei modi stabiliti e concordati fra i singoli Stati e la Ue, possono scattare ammende