Generali archiva il primo trimestre con un utile netto di 802 milioni (da 113 milioni dello stesso periodo 2020, che era stato penalizzato da svalutazioni), riflettendo anche il minor impatto della fiscalità, passata dal 61,2% al 31,4%. L’utile operativo si attesta a 1.608 milioni (+11%). Entrambi i risultati si collocano nella fascia alta della forchetta del consensus, al pari dei premi lordi che sono aumentati del 4,2%, attestandosi a 19.714 milioni, sostenuti sia dallo sviluppo del segmento Vita sia dalla ripresa nel Danni. Solida la posizione di capitale di Generali (nella foto l’ad Philippe Donnet) con il Solvency Ratio a 234% (da 224% di fine dicembre scorso).

I premi lordi si portano a 19,7 miliardi (+4,2%), in aumento sia nel Vita (+5,5%) sia nel Danni (+1,9%). In particolare la raccolta netta Vita è in crescita a 3 miliardi (+1%). Sostanzialmente stabile il patrimonio netto a 30.067 milioni (+0,1%). Il miglioramento del Solvency è dovuto alle varianze economiche positive del periodo (tra cui il recupero dei tassi di interesse, la contrazione degli spread sui titoli governativi italiani e la performance positiva del mercato azionario).