Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al ministero dell’Economia
Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al ministero dell’Economia
di Elena Comelli Il primo green bond dello Stato italiano è pronto e ieri sono cominciate le consultazioni con gli investitori istituzionali per verificare il livello della domanda. L’indicazione è di un plafond di 35 miliardi di euro, ma "è bene subito precisare che non ci sarà un Btp green da 35 miliardi", spiega Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al ministero dell’Economia. Il bond ecologico debutta pochi giorni dopo il varo...

di Elena Comelli

Il primo green bond dello Stato italiano è pronto e ieri sono cominciate le consultazioni con gli investitori istituzionali per verificare il livello della domanda. L’indicazione è di un plafond di 35 miliardi di euro, ma "è bene subito precisare che non ci sarà un Btp green da 35 miliardi", spiega Davide Iacovoni, capo della direzione del debito pubblico al ministero dell’Economia. Il bond ecologico debutta pochi giorni dopo il varo del Ministero per la transizione ecologica, che segna uno dei passaggi chiave del cambio di governo.

I 35 miliardi sono un "limite massimo teorico" dei progetti che il green bond andrà a finanziare, con la mobilità sostenibile che farà la parte del leone. Poi, in base alle condizioni di mercato e soprattutto alla domanda, si darà un peso esatto all’emissione, che arriverà sul mercato nel giro di poche settimane. E’ già chiaro, però, dove andranno i soldi del BTp green. L’Italia finanzierà "le spese statali destinate a contribuire alla realizzazione" di acuni" obiettivi ambientali": mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici; uso sostenibile delle risorse idriche e dell’ambiente marino; transizione all’economia circolare; prevenzione e controllo dell’inquinamento; miglioramento e ripristino della biodiversità, degli ecosistemi e dei servizi ambientali. Il superbonus del 110% non finirà sotto il cappello del Btp green ma del Next Generation Eu.

I green bond sono strumenti sempre più popolari e si prevede un boom in quest’annata focalizzata sulla ripresa sostenibile dopo la crisi pandemica: le emissioni globali dovrebbero toccare la cifra record di 500 miliardi di dollari, quasi il doppio dell’anno scorso. Oltre all’Italia, la Commissione europea ha intenzione di emettere obbligazioni verdi per 225 miliardi di euro, come parte del prestito di 750 miliardi che finanzierà il piano di rilancio post-Covid.

Nel frattempo, molti Paesi europei si sono già lanciati, a partire dalla Polonia, che ha emesso nel dicembre 2016 il primo green bond di Stato in Europa, con un’obbligazione da 750 milioni di euro. Nel 2017 è arrivata la Francia, con un Oat che doveva essere di 7 miliardi e si è allargato a un’emissione da 25 miliardi, il più grande green bond del mondo. Poi Irlanda, Belgio,’Olanda e Germania. Ora l’Italia.