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21 dic 2021

Prezzo del gas, Federmetano: "Valori mai visti, ecco perché. Impossibile fare previsioni"

Il presidente Natali: "Su questo mercato si scaricano tensioni internazionali che di solito si riversano sul petrolio". Le richieste al governo

21 dic 2021
rita bartolomei
Economia
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Dante Natali, presidente di Federmetano
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Dante Natali, presidente di Federmetano

Roma, 21 dicembre 2021 - Un altro record europeo nel prezzo del gas.

Abbiamo chiesto cosa sta succedendo a Dante Natali, presidente di Federmetano, la federazione nazionale distributori e trasportatori che rappresenta un quarto dei 1.500 punti vendita in Italia.
Qual è la previsione?
“Non è pensabile farne perché sta accadendo quello che non si è mai verificato, e la cosa sta andando oltre ogni limite pensabile. Il mercato sembra essersi completamente svincolato dagli altri. Il prezzo del petrolio, ad esempio, non è aumentato come quello del gas”.
Perché?
“L’impressione è che su questo mercato si stiano scaricando tensioni che nulla hanno a che vedere con il nostro settore. Penso alla Bielorussia, all’Ucraina... Di solito è sempre stato il contrario, le tensioni internazionali si sono sempre sfogate sul prezzo del petrolio. Evidentemente c’è una volontà diretta o indiretta a fare pressione su questo settore”.
Quindi ragioni politiche, non strutturali?
“Le ragioni strutturali non esistono. Non è che in Italia si consumi più del 2019. All’inizio si poteva immaginare un’impreparazione nelle prenotazioni di gas da parte dei soggetti che lo acquistano e lo mettono sul mercato. Oggi è evidente che non è solo questo”.
Quando finirà questo periodo turbolento?
“Anche in questo caso, con le fluttuazioni che si registrano, qualunque previsione sarebbe errata”.
Neanche nella primavera 2022 vedremo la luce?
“Se il mercato si mantiene sui valori di oggi, qualsiasi ipotesi salta. A ottobre pensavamo che quei prezzi non si sarebbero più ripetuti. Invece li abbiamo ampiamente superati”.
Chi ci guadagna?
“Sicuramente lo Stato”.
Cosa chiedete come categoria?
“Intanto la riduzione dell’Iva dal 22 al 5%, questo per venire incontro all’utenza privata. Per gli autotrasportatori, invece, il credito d’imposta. Poi lo slittamento del contributo sul fondo bombole”.
Aspettative?
“Impararemo come andrà a finire dalla legge di bilancio. Mi pare evidente che il governo abbia poca intenzione di andare in questa direzione”.

 

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