Il Covid-19 sta cambiando la vita di tutti e gli scenari economici, compreso quello del mondo del lavoro. In questa situazione complessa credo sia importante condividere che questa che abbiamo vissuto non è una situazione temporanea, con un ritorno alla situazione precedente, ma uno spartiacque che segnerà dei cambiamenti permanenti. Primo fra tutti quello della digitalizzazione. Questo periodo per molti ha significato lavorare sempre da remoto, spesso con tecnologie o strumentazioni non adatte. E la situazione potrebbe prolungarsi ancora per le società di servizi o per i ruoli di servizio, nonché ripresentarsi se si verificasse un ritorno del virus in autunno ed eventuali nuove situazioni di lockdown. Implementare nuove tecnologie, accompagnare le persone ad acquisire un mindset e poi strumenti digitali diventa, pertanto, un must. Occorre dunque prepararsi, sia nello svolgimento e nell’organizzazione generale del lavoro, sia nella ricerca o nel ritrovamento del medesimo e tre fattori sono fondamentali: formazione costante, networking e personal branding, focus sui risultati, anche per valutare un’attività autonoma.

In questa situazione straordinaria il lavoro da remoto è stato un’ancora di business continuity per molte realtà che non avevano ancora introdotto lo smart working e questa sperimentazione si tradurrà in una modalità stabile e più diffusa. Pertanto, in primo luogo occorre allenarsi a una vera flessibilità intesa come capacità di modificare i propri schemi comportamentali e cognitivi necessari ad affrontare una situazione nuova, adattandosi in modo positivo e costruttivo alla circostanza. In una condizione più consolidata di smart working, sarà sempre più evidente quanto contino i risultati che si è in grado di raggiungere in una dimensione tempospazio variabili. La focalizzazione sulle performance è uno degli aspetti principali di un nuovo approccio al lavoro e del giusto mindset da adottare anche nella ricerca di una nuova opportunità.

* Amministratore delegato

di Intoo (Gi Group)