di Elena Comelli Da rivali a sposi il passo è breve. È stata annunciata ieri da Poste Italiane l’acquisizione dell’olandese Nexive (già Tnt), la seconda società dei servizi di consegna in Italia. "Un’operazione che assicura la sostenibilità a lungo termine del mercato postale in Italia, in un momento segnato da due difficili lockdown. E questo fa bene anche all’Italia". Questa acquisizione ci permetterà infatti di realizzare economie di scala, senza intaccare la qualità del servizio e soprattutto preservando ogni posto di lavoro", ha detto Matteo Del Fante, numero uno di Poste...

di Elena Comelli

Da rivali a sposi il passo è breve. È stata annunciata ieri da Poste Italiane l’acquisizione dell’olandese Nexive (già Tnt), la seconda società dei servizi di consegna in Italia. "Un’operazione che assicura la sostenibilità a lungo termine del mercato postale in Italia, in un momento segnato da due difficili lockdown. E questo fa bene anche all’Italia". Questa acquisizione ci permetterà infatti di realizzare economie di scala, senza intaccare la qualità del servizio e soprattutto preservando ogni posto di lavoro", ha detto Matteo Del Fante, numero uno di Poste Italiane.

Del Fante segnala come Poste sia in una condizione "unica per assicurare un servizio affidabile a livello nazionale", in un mercato, come quello italiano, "caratterizzato da un’elevata frammentazione, con oltre tremila operatori, e bassi volumi" di posta da smaltire, appena 47 unità pro capite contro le 171 della Germania. Nexive è un operatore postale attivo in Italia con una quota di mercato del 12% nella corrispondenza, pari a circa 350 milioni di volumi annui, e dell’1% nei pacchi, pari a circa 8 milioni di pezzi consegnati nel 2019.

La società, che occupa 1.300 dipendenti e oltre 5mila addetti dei partner esterni, ha segnato l’anno scorso un fatturato proforma di 200 milioni di euro. L’operatore era nato come una filiale dell’olandese Tnt, oggi PostNL, ma l’anno scorso l’80% era stato ceduto alla società tedesca Mutares, specializzata nelle ristrutturazioni di compagnie in difficoltà. Nell’ultimo bilancio di Nexive riferito al 2019 – prima della cessione dell’80% a Mutares – si registrava infatti una perdita di oltre 39 milioni, dopo il rosso di 27,7 milioni nel 2018 e di 5 milioni nel 2017.

Nexive attribuisce le sue difficoltà alla contrazione del mercato postale italiano – che cala ormai di circa l’8% di volumi all’anno mediamente, con maggiore severità nella seconda metà del 2019, a causa del sempre maggior ricorso da parte dei clienti al canale di invio digitale – ma anche alla decisa concorrenza di Poste Italiane, denunciate dagli olandesi all’Antitrust per abuso di posizione dominante, senza sanzioni da parte dell’Autorità. Ora Poste e Nexive si troveranno a lavorare fianco a fianco.

"L’acquisizione permetterebbe a Poste Italiane di sfruttare potenziali economie di scala derivanti dal consolidamento delle attività di Nexive, migliorando il livello di servizio per i clienti di entrambe le aziende", dice una nota di Poste. "Nell’ambito dell’operazione, l’enterprise value di Nexive è stato concordato pari a 60 milioni, mentre il prezzo finale di acquisto sarà determinato a valle del processo di due diligence". L’obiettivo è di chiudere entro il gennaio 2021. Perché l’operazione vada a buon fine, serve l’autorizzazione dell’Antitrust, con eventuali "misure idonee a prevenire il rischio di imposizione di prezzi o altre condizioni contrattuali che potrebbero essere gravose per l’utenza in conseguenza dell’operazione".