Quattro nuove varietà di patate, lanciate nel 2019, per rispondere a due sfide fondamentali per tutta la filiera: quelle della sostenibilità e dell’efficienza. Le quattro rappresentanti della nuova generazione di tuberi proposte da Romagnoli si chiamano Alouette, Carolus, Levante e Twister e sono già disponibili sia per le produzioni biologiche sia per quelle convenzionali.

La forza di queste quattro varietà è nella resistenza alle principali fitopatie: in particolare hanno un’elevata tolleranza alla peronospora, la malattia delle patate che fu alla base della grande carestia irlandese che nella seconda metà degli anni ’40 dell’Ottocento causò un milione di morti e un altro milione di emigrati. Ma tutte e quattro sono anche tolleranti ai virus.

Portare sugli scaffali nuove varietà di patate è un lavoro che parte da lontano, un percorso più che decennale: «Siamo partiti una ventina di anni fa, il lavoro della genetica tradizionale chiede tempi lunghissimi – spiega Giulio Romagnoli –. Per dare un’idea della complessità di questo processo, consideriamo che da circa due milioni di incroci all’anno, dopo dieci anni, ci aspettiamo di ottenere, al massimo, una varietà o due». Nei mesi scorsi, è arrivato lo sbarco sul mercato: «Dal punto di vista agronomico, c’è un impatto favorevole e un vantaggio ambientale per i consumatori. Una varietà resistente non richiede l’utilizzo di trattamenti fitosanitari». Si tratta di un vantaggio economico, certamente, ma in grado anche di favorire un’agricoltura più green.

Le patate di nuova generazione sono già presenti sul mercato da qualche mese, anche se, per ora, restano disponibili in quantità limitate. Ma, almeno negli auspici di chi le ha create, non sarà così troppo a lungo: «Oggi usciamo differenziando il prodotto, il sogno è che più avanti, un domani, tutte le patate presentino queste caratteristiche», sottolinea Romagnoli.