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26 mag 2022

Pnrr e istruzione: 400 milioni per la costruzione di mense scolastiche

Secondo l'Ocp, in Italia gli studenti che abbandonano gli studi sono il 13,1% contro una media Ue del 9,9%. Per ridurre il divario è necessario puntare sul tempo pieno

26 mag 2022
michele zaccardi
Economia
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Scuola (foto di repertorio)
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Scuola (foto di repertorio)

Che sia vero che un quindicenne su due non è in grado di comprendere un testo scritto è difficile da dire. Ma le parole del presidente di Save the children Italia, Claudio Tesauro, hanno avuto il merito di portare al centro del dibattito un tema fondamentale e troppo spesso ignorato: la scuola. Un aspetto su quale il nostro Paese non brilla di certo nei confronti internazionali. Come si legge in una nota dell’Osservatorio sui conti pubblici, “l’Italia presenta numerose carenze nel comparto dell’Istruzione e Ricerca”. Il tasso di abbandono scolastico nella scuola dell’obbligo è pari al 13,1% contro una media europea del 9,9%. Una situazione aggravata dalle misure attuate per contrastare la pandemia. Secondo un recente rapporto di Save the Children, negli ultimi due anni è aumentato anche il tasso di dispersione implicita, ovvero la percentuale di alunni che pur finendo gli studi, non raggiungono i livelli minimi di competenze stabiliti dal ministero. Ed è proprio su questo fronte che il Pnrr potrebbe dare un grosso contributo. Il piano nazionale di ripresa, infatti, stanzia 31 miliardi di euro per gli investimenti in istruzione e ricerca, il 16% del totale delle risorse. Questo mentre i due terzi dei fondi previsti per la scuola sono destinati al “potenziamento dell’offerta dei servizi di istruzione”. La voce di spesa maggiore riguarda gli asili nido (4,6 miliardi). Sui 960 milioni di euro che serviranno a estendere il tempo pieno nelle scuole primarie, 400 milioni verranno utilizzati per costruire nuove mense scolastiche. Misure che serviranno a intervenire sul problema dell’abbandono scolastico. Sebbene il numero di giovani che lasciano la scuola anzitempo sia calato negli ultimi 10 anni, passando dal 18,6% del 2010 al 13,1% del 2020, il nostro Paese continua a fare peggio rispetto alla media Ue (9,9%). L’obiettivo di Bruxelles è quello di portare la ...

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