La Guardia di finanza di Gorizia ha sequestrato 58 siti web illegali e 18 canali Telegram che, attraverso 80 milioni di accessi annuali, è stato calcolato rappresentino circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. Con l’operazione ‘Evil web’, che ha portato a quattro denunce, gli inquirenti hanno focalizzato l’attenzione sia sul...

La Guardia di finanza di Gorizia ha sequestrato 58 siti web illegali e 18 canali Telegram che, attraverso 80 milioni di accessi annuali, è stato calcolato rappresentino circa il 90% della pirateria audiovisiva ed editoriale in Italia. Con l’operazione ‘Evil web’, che ha portato a quattro denunce, gli inquirenti hanno focalizzato l’attenzione sia sul mondo della pirateria, sia sul sistema illegale delle cosiddette Iptv. Le indagini partite in Friuli Venezia Giulia, si sono estese prima in Puglia ed Emilia Romagna e poi all’estero (Germania, Olanda e Stati Uniti).

"Siamo soddisfatti per i risultati sempre più incisivi delle azioni messe in campo contro la pirateria digitale: l’impegno capillare della Guardia di finanza nel contrastare i fenomeni di illecita diffusione dei contenuti editoriali è presidio necessario per la tutela della libertà di stampa e del pluralismo informativo, pilastri fondamentali della democrazia". Così il presidente della Fieg, Andrea Riffeser Monti, ha commentato gli esiti dell’operazione. "Un’operazione - prosegue Riffeser - che va a colpire circa il 90% della pirateria editoriale ed audiovisiva in Italia e che ha il merito di aver introdotto, nella fase di indagine condotta dall’Autorità giudiziaria di Gorizia, significative innovazioni procedurali che hanno consentito" azioni come "l’adozione di misure cautelari idonee ad inibire i nuovi domini creati al solo scopo di aggirare gli originari provvedimenti di blocco".

Infine: "Confidiamo che queste azioni - conclude Riffeser - oltre ad assicurare una progressiva riduzione del fenomeno criminoso, aumentino anche il grado di consapevolezza, nell’opinione pubblica, del carattere illecito di tali condotte e delle dirette responsabilità in cui incorrono i fruitori di servizi illegali".

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