Martedì 16 Luglio 2024
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Economia

Pirateria in Italia, oltre 2 miliardi di euro in fumo. A rischio 11.000 posti di lavoro

La pirateria in Italia nel 2023 vede scendere i propri dati, ma restano ancora alti i numeri di chi compie questa attività illecita: 4 italiani su 10 ne fanno uso

Roma, 4 giugno 2024 – La pirateria in Italia è in calo, ma i numeri di chi vede film ed eventi sportivi online in maniera illegale è ancora decisamente alto. È questo il dato principale che emerge dalla nuova ricerca Fapav-Ipsos sulla pirateria in Italia presentata a Roma a fine giugno 2024.

I dati sulla pirateria in Italia - Crediti: iStock
I dati sulla pirateria in Italia - Crediti: iStock

Entrando più nello specifico, il 39 per cento degli italiani in età adulta ha commesso almeno un atto di pirateria nel corso dell’ultimo anno, per un totale di attività illecite pari a 319 milioni. Il dato, come detto, è in calo rispetto agli scorsi anni (meno 7,5 per cento sul 2022 e meno 52 per cento sul 2016), ma resta comunque ancora troppo alto il numero di chi effettua atti di pirateria. Il rischio più grande, in tal senso, è per chi opera nel settore dei contenuti audiovisivi che vengono piratati, con la potenziale perdita di posti di lavoro che ammonta a 11mila unità.

La pirateria in Italia nel 2023: i dati

Gli atti di pirateria complessiva in Italia nel 2023 sono stati pari a 319 milioni, il che permette di dire agli analisti di Fapav-Ipsos che ben quattro italiani su dieci abbiano usufruito in maniera illecita di film, eventi sportivi, serie, fiction e programmi televisivi. Come detto, il calo di queste attività, anche incentivato dalla sempre maggiore diffusione dei servizi in streaming, esiste e continua a crescere anno dopo anno, ma restano ancora troppo alti i numeri del mercato della pirateria.

Secondo le stime, nel 2023 queste attività illecite hanno portato alla perdita di circa 2 miliardi di euro di fatturato per l’intera economia, il che si traduce in una perdita di Pil pari a circa 821 milioni di euro e in una contrazione dei posti di lavoro di circa 11.200 unità. A risentirne è, naturalmente, anche lo Stato che ha subito una perdita di circa 377 milioni di euro per mancati introiti fiscali.

L’impatto economico della pirateria in Italia

Il fenomeno della pirateria crea ingenti problemi sia al settore dell’audiovisivo che all’intera economia nazionale. La stima del potenziale danno economico potenziale per le realtà attive nel settore dei contenuti audiovisivi è pari a circa 767 milioni di euro, ovvero il 14 per cento in più rispetto al 2021 (ultima rilevazione complessiva). Il fenomeno della pirateria in Italia si concentra soprattutto sullo sport live, con gli atti che, a fronte di un'incidenza della pirateria stabile, salgono del 12 per cento rispetto al 2021.

Il danno economico totale nel 2023 è stato di 285 milioni, ovvero 36 in più sul dato registrato nel 2021. È proprio lo sport il comparto dell’audiovisivo che più vede i crescere i numeri della pirateria, con il 5 per cento in più di utenti che hanno cercato un’alternativa pirata rispetto al 2021 nei confronti dei pacchetti offerti dalle aziende che detengono i diritti degli eventi sportivi, come Dazn e Sky.

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La scarsa consapevolezza del fenomeno della pirateria

La pirateria audiovisiva è dunque viva e, seppur meno forte rispetto al passato, continua a generare problemi per il mercato legale. A pesare sui numeri ancora alti, per gli analisti della Federazione per la tutela delle industrie dei contenuti audiovisivi e multimediali (Fapav) è anche la scarsa consapevolezza che i consumatori hanno del fenomeno, del quale ignorano nel più dei casi i forti impatti negativi. Qui entra in gioco un’indagine statistica condotta da Ipsos che ha chiesto al proprio campione se avesse commesso nell'ultimo anno almeno un atto di pirateria usufruendo illegalmente di film, serie o fiction tv, programmi o sport live. Tra coloro che hanno risposto in maniera affermativa c’è una profonda differenza in merito alla consapevolezza del fenomeno:

  • il 79 per cento ha dichiarato di essere consapevole di aver commesso una pratica illecita (reato)
  • la restante parte non ha ben chiaro il perché vedere un contenuto audiovisivo pirata potrebbe rappresentare un reato

Secondo Ipsos, inoltre, estendendo l’analisi sulla consapevolezza dei rischi legati alla pirateria, quasi un italiano su due (il 47 per cento), non sarebbe perfettamente conscio della gravità del fenomeno e dell'impatto che lo stesso ha sull’economia dell’intero Paese.

A commento dei dati del rapporto Fapav-Ipsos sono arrivate le parole di Federico Mollicone, Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati: “I cittadini non hanno piena coscienza dei danni enormi provocati da questa attività illegale. È un reato, un reato a tutti gli effetti che mette a rischio migliaia di posti di lavoro, viola il diritto di proprietà intellettuale e vanifica lo sforzo creativo nei settori del giornalismo, dello sport, della cinematografia, dell’editoria, della musica, dell’intera filiera creativa. Ogni atto di pirateria limita lo sviluppo del mercato legale”. Concorde anche il giudizio rilasciato al Sole24Ore da Federico Bagnoli Rossi, presidente di Fapav: “Stiamo evidentemente parlando di un problema complesso, con un impatto ancora fin troppo importante. Il lavoro di contrasto sta andando avanti da anni e negli ultimi tempi si è intensificato con le nuove norme”.

La nuova legge antipirateria

Per contrastare in maniera più netta la pirateria in Italia, l’8 agosto 2023 è entrata in vigore la nuova legge nazionale antipirateria (Legge 93/2023), che ha inasprito le pene per chi commette questi atti illeciti. Più nello specifico sono previste:

  • multe fino a 5mila euro per chi riproduce delle quantità notevoli di materiali e opere protette
  • la reclusione da sei mesi fino a tre anni, con l’aggiunta di una multa da 15mila euro, per chi trasmette illegalmente i contenuti in streaming.

Si tratta di novità molto significative che, unite al nuovo regolamento dell’Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), hanno permesso di procede con il blocco degli indirizzi IP dei siti pirata nel giro di 30 minuti da quando viene effettuata la segnalazione da parte dei broadcaster. Proprio questa celerità rappresenta un’arma molto potente contro la pirateria audiovisiva.

Malgrado i risultati, per il presidente di Fapav Bagnoli Rossi “a questo punto c’è bisogno di dare il via alla seconda parte dell’operazione, con una piattaforma che permetta di combattere le fruizioni illegali non solo dello sport live, ma anche degli atti di pirateria che colpiscono le altre tipologie di contenuti: film, serie, programmi”. Il presidente si augura che tali novità vengano svolte nel più breve tempo possibile, in quanto “è in arrivo una stagione importante sui contenuti, con una line up che risentirà del rimbalzo dopo gli scioperi a Hollywood”.