Roma, 2 febbraio 2021 - Lievemente meglio delle stime. Bisogna guardare il lato positivo negli ultimi dati Istat sul Pil dell'Italia. Corretto per gli effetti di calendario, il Prodotto Interno Lordo è diminuito dell'8,9%, mentre per il Pil stimato sui dati trimestrali grezzi la riduzione è stata dell'8,8% (nel 2020 vi sono state 2 giornate lavorative in più rispetto al 2019). Sono le prime stime che l'Istituto di Statistica diffonde sull'anno appena concluso, ma va in archivio un dato lievemente migliore delle attese del governo. Nella Nota di aggiornamento al Def, l'esecutivo aveva stimato per l'anno una contrazione del 9%. La variazione acquisita per il 2021 è pari a +2,3%. Si tratta della crescita annuale che si otterrebbe in presenza di una variazione congiunturale nulla nei restanti trimestri dell'anno. 

Secondo l'Istat "l'economia italiana registra, dopo il robusto recupero del terzo trimestre, una nuova contrazione nel quarto a causa delle nuove misure adottate per il contenimento dell'emergenza sanitaria. Tale risultato determina un ampliamento del calo tendenziale del Pil: da 5,1% del trimestre precedente a -6,6%''. Si tratta di una "stima preliminare che ha, come sempre, natura provvisoria, dal lato dell'offerta riflette soprattutto un netto peggioramento della congiuntura dei servizi, a fronte di una contrazione di entità limitata dell'attività industriale''. I dati sul Pil sembrano spingere le Borse: a Milano l'Ftse Mib fa segnare un significativo rialzo a metà mattinata.

L'Europa

Contrazione record del Pil anche a livello di Eurozona. Nel quarto trimestre si segnala una contrazione dello 0,7%, con i dati Eurostat che parlano di una recessione del 6,8% su base annua. Meglio quindi, della performance italiana.