Roma, 7 febbraio 2019 - I dati ufficiali confermano le anticipazioni. Secondo le stime della Commissione Ue, il Pil dell'Italia crescerà in modo nettamentente inferiore a quanto previsto: gli analisti di Bruxelles prevedono un +0,2% per il 2019, aumento "considerevolmente minore" rispetto a quanto calcolato in autunno (allora la previsione era del +1,2%). La revisione, la più ampia nell'Unione europea, è dovuta a "un rallentamento peggiore del previsto nel 2018, incertezza di policy globale e domestica e a una prospettiva degli investimenti molto meno favorevole". La stima del Pil per il 2018 è dell'1%, per il 2020 dell'0,8%. S'impenna lo spread e il ministro dell'Economia Giovanni Tria si affretta a fornire rassicurazioni: si può parlare "di battuta d'arresto più che di vera recessione" e "non servirà una manovra correttiva". Si dice "sicuro" il presidente del Consiglio Giuseppe Conte: "I nostri conti torneranno: le previsioni sono legittime ma vorrei che fosse chiaro che questo governo non si fa dettare l'agenda dalle previsioni fatte all'estero", sottolinea il premier. 

Si stima un crollo del Pil anche per "Germania e Olanda" - se consideriamo i maggiori stati membri dell'Unione -. Il pil di Berlino è stato rivisto all'1,1% dall'1,8%, mentre quello dei Paesi Bassi all'1,7% dal 2,4%, con un taglio per entrambi i Paesi dello 0,7%, sempre rispetto alle previsioni d'autunno. L'Italia è però fanalino di coda in Europa con una decurtazione dell'1%. Per l'Eurozona nel suo complesso il dato è di +1,3%  (0,6 punti in meno rispetto a novembre). 

SCHIZZA LO SPREAD - Turbolenze immediate nei mercati sulla scia dei dati negativi che arrivano dalla Ue. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi chiude a 285 punti, il dato più alto da metà dicembre: dalla chiusura di ieri di 269 si è registrato un +16 punti.

PIAZZA AFFARI - Male anche la Borsa. Piazza Affari registra in chiusura un -2,59% a 19.478 punti. Debacle per il titolo Fca che ha lasciato il 12,21% a 13,38 euro. A pesare sono state le previsioni sul 2019 che hanno deluso gli analisti, dopo conti che il Gruppo definisce "da record". Nella galassia del Lingotto hanno sofferto anche Exor (-4,73%), Ferrari (-2,55%) e Juventus (-2,18%). 

L'ANALISI  DI BRUXELLES -  "L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018", ed è finita in contrazione nella seconda metà, col Pil "calato di 0,2% negli ultimi tre mesi", si legge nel dossier di Bruxells. Ma mentre la frenata iniziale era "largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell'attività economica è dovuto a una domanda interna pigra, in particolare su investimenti", mentre pesa "l'incertezza legata alla policy del Governo e l'aumento dei costi di finanziamento". 

RUOLO DEL REDDITO DI CITTADINANZA "MARGINALE" - Il rialzo delle stime per il 2020 è dovuto invece alle previsioni sui consumi privati che saranno sostenuti "da un aumento delle entrate reali disponibili a causa dei prezzi più bassi del petrolio" e solo "marginalmente" dall'introduzione del reddito di cittadinanza. Gli investimenti "decelereranno bruscamente nel 2019 e resteranno fermi nel 2020". Più ottimismo sull'exporrt: ci si aspetta che cresca "con un passo più vicino" a quello della domanda estera.

Per quanto riguarda l'inflazione, la stima per il 2019 è 1%, per poi salire all'1,3% nel 2020.

TRIA: "NO MANOVRA CORRETTIVA" - Il ministro Tria minimizza la portata negativa delle stime Ue. "Il taglio della previsione è spiegato per 0,6 punti dai dati peggiori del previsto per la seconda metà 2018 e per solo 0,4 punti da una valutazione meno ottimistica del profilo trimestrale di crescita nel 2019", spiega il ministro, fischiato in Aula alla Camera durante l'informativa.

Per Tria i "fattori negativi non appaiono destinati a perdurare ed esistono le possibilità per una graduale ripresa della crescita economica nel 2019". Insomma si puà parlare di "battuta di arresto" ma non di "recessione". Poi la rassicurazione: "Non vedo oggi l'emergere della necessità di adottare manovre correttive. Con il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni puntiamo a dare fiducia alle famiglie e a dare sostegno alle fasce più deboli della popolazione aumentando il reddito disponibile delle famiglie"

LA RICETTA DEL GOVERNO - Tria punta su "una rapida riapertura dei cantieri dando segnale chiaro e concreto". "È ora il tempo di agire e fare in modo che non permangano incertezze sul fatto che l'Italia promuove e incoraggia gli investimenti e lo sviluppo delle infrastrutture", continua il ministro. Per ridare fiducia ai cittadini e agli imprenditori e investitori bisogna far sapere che "i patti verranno rispettati e le norme non saranno cambiate retroattivamente. C'è bisogno di certezze e garanzie e di un processo decisionale rispettoso da impegni presi e rifugga da scelte episodiche e sappia tenere fede a accordi contrattuali".