Bruno Villois Il perdurare dello stato di emergenza sta condannando una miriade di imprese all’estinzione, soprattutto le micro e le piccole. A risentire pesantemente di questi abbandoni obbligati sarà anche il sistema bancario, nel caso vi siano esposizioni non onorabili e quindi incidenti sulla solidità delle banche. Più...

Bruno

Villois

Il perdurare dello stato di emergenza sta condannando una miriade di imprese all’estinzione, soprattutto le micro e le piccole. A risentire pesantemente di questi abbandoni obbligati sarà anche il sistema bancario, nel caso vi siano esposizioni non onorabili e quindi incidenti sulla solidità delle banche. Più che i famigerati Npl, ad oggi sotto controllo, preoccupano i crediti in costante crescita che i debitori non potranno onorare integralmente senza azioni come l’escussione delle garanzie. Si può ragionevolmente presumere che la quota sia almeno raddoppiata in rapporto al primo semestre 2019, che superava i 70 miliardi di euro, ovvero circa l’11% della massa totale di prestiti. Il quadro attuale è particolarmente preoccupante, visto che interessa essenzialmente le micro e piccole imprese in ambasce,le quali sono le più esposte nei confronti del sistema bancario.

Il governo si appresta ad elaborare l’ennesima manovra sussidiaria straordinaria, questa volta costituita da indennizzi a fondo perduto, che però rischia di rivelarsi gravemente insufficiente. Le difficoltà delle imprese oggi in ambasce perdureranno a fine pandemia, poiché gli stili di vita si sono modificati in modo forse irreversibile, in concomitanza con una modernizzazione digitale che, almeno finche non avrà raggiunto il suo consolidamento, produrrà una moltitudine di estinzioni di attività e posti di lavoro. Se i numeri ipotizzati dovessero essere raggiunti, il rischio si trasferirà dalle banche all’intera economia. Solo una manovra di accompagnamento, che riduca il debito grazie all’intervento dello Stato, potrà ridurne le conseguenze.