La ricerca e la costante innovazione sono stati da sempre i tratti distintivi dello stabilimento Pfizer di Ascoli Piceno (nella foto in alto), che hanno permesso al sito produttivo di diventare estremamente importante anche nella cura delle complicanze per i pazienti affetti da Covid-19. Lo sviluppo dell’azienda farmaceutica, leader mondiale del settore, coincide anche con un aumento dei livelli occupazionali e nei prossimi mesi è previsto l’inserimento di altri cinquanta addetti che si aggiungono ai più di 700 che attualmente lavorano nel sito marchigiano. Ne abbiamo parlato con la direttrice Beatrice Colombo (nella foto in basso a destra), che da quattro anni è a capo dello stabilimento ascolano dopo aver maturato esperienze in altri siti industriali in Danimarca e a Portorico.

Di quali figure professionali ha bisogno l’azienda?

"In questo periodo le risorse che stiamo inserendo sono le figure professionali di operatori specializzati di produzione, analisti di laboratorio, supervisori oltre a project manager".

Come si è intensificata e per quali prodotti la produzione dello stabilimento di Ascoli durante la pandemia?

"Durante questo periodo abbiamo sempre mantenuto il focus su tutto il portafoglio di prodotti che sono essenziali per la salute dei pazienti in tutto il mondo. Alcuni dei farmaci prodotti nel nostro sito sono stati utilizzati nei protocolli di cura per pazienti affetti da Covid-19 nel mondo. Per questi ultimi si tratta principalmente di antinfiammatori e antimicotici".

Quali sono i programmi di sviluppo?

"Il sito di Ascoli continua ad investire importanti risorse economiche sia per tecnologie innovative che hanno lo scopo di migliorare efficienza e produttività, sia investimenti per continuare a garantire la sostenibilità ambientale".

Come coniugate lo sviluppo con l’attenzione all’ambiente?

"Nelle scorse settimane abbiamo visto come lo stop delle attività umane ha favorito in maniera significativa l’abbassamento dell’inquinamento e permesso alla natura di riacquistare spazi. Il nostro impegno come società e come stabilimento è di preservare l’ambiente e il territorio che ci circonda. In questo siamo da sempre attenti con programmi di riduzione dei rifiuti e investimenti per il risparmio energetico e l’abbattimento degli inquinanti. Nel nostro stabilimento è in fase di approvazione il progetto per l’installazione di un nuovo impianto fotovoltaico di potenza doppia rispetto a quello installato ed in funzione dal 2012".

Nello stabilimento Pfizer ad Ascoli Piceno si producono ogni anno più di 120 milioni di unità di confezioni di compresse e capsule in particolar modo antinfiammatori e oncologici. Il sito Pfizer di Ascoli Piceno è uno dei poli produttivi di eccellenza nel panorama farmaceutico mondiale, specializzato nella produzione di compresse solide orali. L’innovazione delle tecnologie implementate, le competenze nella produzione di farmaci "a forte impatto e alto profilo farmacologico", soprattutto in oncologia e nel trattamento di problemi del sistema nervoso centrale, nonché il livello professionale dei propri dipendenti, garantiscono la competitività del sito e lo posizionano come uno dei fornitori-chiave per Pfizer. I farmaci prodotti nello stabilimento di Ascoli sono distribuiti in tutto il mondo. Ascoli è l’unico sito nel quale si produce il Sutent, un antitumorale per il cancro al tratto gastrointestinale stromale e per il tumore del rene. Il sito è uno dei key supplier di Pfizer con alcuni dei più importanti prodotti cardine del core business dell’azienda nel mondo. Lo stabilimento di Ascoli serve più di 100 mercati. La fetta di mercato più grande è quella europea (41%) in cui non va però ricompresa quella italiana (ulteriore 15%). Poi ci sono i mercati, asiatico (22%), americano (10%), Afme (Africa e Medio Oriente, 7%).

Il sito produttivo occupa una superficie di 164mila metri quadrati. Gli ampi spazi, destinati ai reparti produttivi e ai servizi, consentono il più rigoroso rispetto delle norme di fabbricazione e la movimentazione delle materie prime e dei prodotti finiti secondo criteri di massima razionalità. Possiede, oltre a un magazzino interamente automatico con 10mila posti pallets automatizzati, tecnologie che consentono i più elevati livelli di automazione e il massimo controllo nella movimentazione dei principi attivi che non vengono mai in contatto con gli operatori addetti alla produzione.