Se mai ci fosse stato bisogno di una conferma del ruolo insostituibile e del valore aggiunto del Secondo pilastro sanitario, e quindi delle polizze sanitarie (collettive e individuali) è arrivata dalla pandemia. Perché fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, è emersa l’importanza della sanità integrativa. E lo è diventata ancora di più con la fine del lockdown e il ritorno nelle aziende dei lavoratori per i quali, con la purtroppo attesa seconda ondata di contagi autunnali, aumentano...

Se mai ci fosse stato bisogno di una conferma del ruolo insostituibile e del valore aggiunto del Secondo pilastro sanitario, e quindi delle polizze sanitarie (collettive e individuali) è arrivata dalla pandemia. Perché fin dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, è emersa l’importanza della sanità integrativa.

E lo è diventata ancora di più con la fine del lockdown e il ritorno nelle aziende dei lavoratori per i quali, con la purtroppo attesa seconda ondata di contagi autunnali, aumentano le esigenze di prevenzione, protezione e cure. "Il rientro dei lavoratori in azienda e la ripresa economica – spiega Marco Vecchietti, ad e dg di Intesa Sanpaolo RBM Salute – non può prescindere da una collaborazione tra pubblico e privato anche in campo sanitario". Perché l’efficacia dell’azione di salute pubblica definita dal Ssn richiede necessariamente "un ruolo attivo, anche in termini finanziari, da parte delle imprese".

In questo contesto, sottolinea Vecchietti "possono venire in soccorso gli strumenti di welfare contrattuale e del welfare aziendale e, in particolare, le forme sanitarie integrative". Del resto non si tratta di strumenti antagonisti del pubblico ma di soluzioni in grado di garantire "integrazione e flessibilità rispetto alle policy definite dal Governo e dalle Regioni".

Dall’inizio della pandemia a settembre, Intesa Sanpaolo RBM Salute ha erogato oltre 50mila prestazioni e servizi collegati agli effetti della pandemia. Con prestazioni che vanno dall’indennità da ricovero (40 euro al giorno per max 50 giorni) a quella da isolamento domiciliare (40 euro al giorno per max 14 giorni) fino al videoteleconsulto specialistico 24 ore su 24 per sette giorni. Esempi di come, conclude Vecchietti "si dovrebbe puntare a una sanità integrativa più accessibile per i cittadini mettendo a disposizione di tutti l’esperienza di successo maturata nel settore del lavoro dipendente".

Con modello di riferimento quello introdotto nel 2001 per la previdenza complementare con "benefici fiscali estesi anche agli autonomi, ai liberi professionisti e a chi ha lavori flessibili, categorie che hanno subito più di altre l’emergenza Covid. "Intesa Sanpaolo RBM Salute è pronta a svolgere un ruolo importante in questa direzione mettendo a disposizione "nuovi" Piani sanitari integrativi finalizzati ad ampliare la "protezione della salute" dei cittadini, a partire dalle aziende e dalle famiglie che già si avvalgono dei servizi del gruppo Intesa Sanpaolo".

Achille Perego