MILANO

LA PASSIONE per l’azienda (Saras) e quella per l’Inter le ha ereditate dal padre Angelo. E Massimo Moratti, classe 1945, sposato con Milly, padre di cinque figli (Maria Celeste, Angelomario, Maria Carlotta, Giovanni e Maria) e con il cognome di una delle più importanti famiglie di imprenditori milanesi e italiani, le ha sempre condivise in famiglia con il doppio impegno nello sport e in quello che, dall’ingresso nell’energia nel 1962, è diventato uno dei principali operatori indipendenti nella raffinazione a livello europeo. Un cuore nel mondo del petrolio ma anche un’anima sempre più votata all’ecosostenibilità della sua attività core e alla diversificazione nella produzione di energia da fonti rinnovabili.

Ma che cos’è oggi Saras, una domanda che può apparire banale?

«No, tutt’altro che banale perché la nostra famiglia ha in Saras sempre creduto, sempre investito e continuerà a farlo – esordisce Massimo Moratti, succeduto nella presidenza del gruppo al fratello Gian Marco scomparso nel febbraio del 2018 –. L’innovazione è un nostro tratto distintivo, basti pensare alle misure contenute nel piano industriale 2019-2022: abbiamo previsto 800 milioni di investimenti con l’obiettivo di restare leader operativi e tecnologici nel nostro settore. Si tratta di una scelta importante e necessaria se vogliamo continuare a essere punto di riferimento in un comparto, come quello energetico, che sta vivendo trasformazioni profonde a livello strutturale».

Quali sono le attività in cui state maggiormente investendo?

«Fino al 2022 ci siamo dati una serie di priorità che vogliamo rispettare con determinazione. In primis, concludere l’importante ciclo di investimenti che avevamo avviato nel 2015, soprattutto sull’implementazione delle tecnologie più recenti e sostenibili per l’impianto di Sarroch, punto nevralgico delle attività del gruppo. Ma non c’è solo la raffinazione. Stiamo anche incrementando la nostra presenza nelle energie rinnovabili con l’allargamento del parco eolico di Ulassai, che proprio nelle ultime settimane è arrivato al completamento, con una potenza complessiva di 126 MW, diventando il secondo impianto più grande in Italia. Da ultimo, in Sardegna è stata avviata la commercializzazione di combustibili navali direttamente dal mare, il cosiddetto bunkeraggio, e, anche in questo settore, la nostra raffineria è fin da ora in grado di fornire combustibile con le più severe specifiche ambientali che entreranno in vigore dal 2020. Si tratta di misure che, come è facilmente intuibile, sono rivolte a confermare il gruppo tra i capifila nell’innovazione e nella sostenibilità».

Le altre strategie di crescita? «Le attività del gruppo, e il suo relativo sviluppo, non possono prescindere dalla raffinazione, che avviene a Sarroch, storica raffineria in Sardegna alla quale siamo estremamente legati. Con una lavorazione di materie prime di oltre 15 milioni di tonnellate per anno, è il più grande impianto del Mediterraneo per capacità produttiva e complessità strutturale, rappresentando il 21% della lavorazione delle raffinerie italiane. Continuare a investire sulla Sardegna è strategico per favorire lo sviluppo del gruppo, strettamente legato a quello del territorio. Inoltre, non bisogna dimenticare che Saras è un gruppo internazionale che esporta circa il 70% dei prodotti derivati dalla raffinazione su un mercato globale altamente competitivo. È per questo che ogni strategia di crescita non può prescindere dalle attività di trading». Quale sarà il futuro della raffinazione e del petrolio?

«Il mondo che viviamo è continuamente mutevole. Sono convinto che il settore della raffinazione potrà continuare a raggiungere risultati soddisfacenti a livello globale. Nel breve termine l’instabilità può nascere dai rischi legati agli effetti delle misure protezionistiche e le tensioni conseguenti».

Si parla sempre più, vedi il fenomeno Greta, di ambiente e sostenibilità.

«Una nuova direzione specifica studierà e cercherà di cogliere opportunità di investimenti nella new energy. La sicurezza e il rispetto dell’ambiente sono per noi valori imprescindibili e crediamo anche nella necessità di creare valore sostenibile. In questi tempi, in cui è giustamente rinnovata un’attenzione rispetto all’utilizzo delle risorse naturali, Saras ha colto la sfida attraverso una serie di misure tangibili e concrete: dalla differenziazione del business all’implementazione di tecnologie di efficientamento negli impianti del gruppo nel solco delle più recenti normative internazionali, penso che possiamo dire di essere un soggetto capace di coniugare le necessità di business con la sostenibilità anche attraverso l’allargamento del perimetro industriale, focalizzato anche sull’energia verde».

L’importanza di storiche famiglie di imprenditori come i Moratti è una garanzia di tenuta del sistema Paese?

«Penso che sia una peculiarità italiana, capace di garantire crescita per l’intero sistema economico, che non va dispersa. Anche per questa convinzione ho annunciato, nell’ultima assemblea degli azionisti, che la famiglia Moratti ha intenzione di confermare e rilanciare il proprio impegno nel gruppo. Abbiamo un management di alto livello, collaboratori preparati ed entusiasti: garantire loro altrettanto impegno è doveroso, così come fornire strumenti di lavoro adeguati. Nelle prossime settimane inaugureremo la nuova sede di Milano oltre agli uffici commerciali di Roma».