Qualche tempo fa un amico spiritoso sostenne questa tesi: "Per battere la mafia basterebbe abolire le elezioni al Sud per dieci anni. Non avendo più nessuno da corrompere, finirebbe per estinguersi". La stessa cosa si potrebbe dire per quanto riguarda l’Europa: gli olandesi hanno bloccato l’accordo che si profilava perché sono in periodo elettorale e ognuno dei due contendenti non voleva passare per troppo arrendevole. Battute a parte, stanno avanzando due problemi, e grossi.

1- Il primo riguarda la gente e le attività che sono rimaste ferme (e che in parte sono ancora ferme). Tutti si stanno candidando, e con buone ragioni a un risarcimento da parte dello Stato o dell’Europa. Fare una scelta non sarà tanto semplice. Non esiste, infatti, che lo Stato rimborsi tutti.

2- Si capisce che sta arrivando una valanga di denaro. E qui sorge il secondo problema. Per tradizione non siamo bravi amministratori del denaro. In pochi anni, a partire dagli Ottanta, abbiamo accumulato 2.400 miliardi di debiti, ma non è che l’Italia abbia cambiato volto.

La ragione è semplice: più che fare investimenti e progettare cose, quei soldi hanno avuto un uso immediato, assistenziale, cioè elettorale. Qualcuno sostiene che questa sarebbe l’occasione per una ripartenza vera, con idee nuove e grandi progetti. Finora non ho visto niente di questo genere. Qualcuno ha proposto di fare scuole più grandi per consentire ai ragazzi di rispettare la distanza di due metri. Mi sembra un po’ poco. E forse anche un po’ ridicolo.

La verità è che questo incidente è capitato mentre l’Italia ha, complessivamente, una classe politica modesta, con qualcuno che ancora propone di ridurre lo stipendio dei parlamentari come grande idea: cosa che ovviamente non ha alcun rapporto con la ricostruzione di un paese. Un paese si cambia dotandolo di centri di ricerca di altissimo livello e valorizzando le persone capaci: oggi il premier inglese è curato da un medico italiano e Draghi ce lo chiede tutta l’Europa.