La sede Inps di Roma Montesacro (Ansa)
La sede Inps di Roma Montesacro (Ansa)

Roma, 28 ottobre 2021 - Pensioni nodo cruciale della legge di Bilancio 2022. La manovra approvata dal Consiglio dei ministri prevede la cosiddetta Quota 102 con 64 anni e 38 di contributi. Si tratta del primo passo per la transizione verso un graduale ritorno alla soglia dei 67 anni della Legge Fornero, come confermato in conferenza stampa dallo stesso premier Mario Draghi ("l'impegno del governo è tornare al contributivo").

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Addio dunque a Quota 100, l’anticipo pensionistico con 62 anni di età e 38 di contributi. Una decisione che non piace ai sindacati, già sul piede di guerra: la Uil è pronta se necessario a scendere in piazza ha annunciato il segretario Pierpaolo Bombardieri, la Fiom-Cgil ha già approvato un pacchetto di 8 ore di sciopero. 

Sommario

Quota 102

Nel 2022 si potrà andare in pensione con Quota 102 (64 anni di età e 38 di contributi). "I requisiti di età anagrafica e di anzianità contributiva sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva per i soggetti che maturano i requisiti nell'anno 2022. Il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2022 può essere esercitato anche successivamente. 

Ape sociale

Viene prorogata fino al 31 dicembre 2022, anche l'Ape sociale che viene allargata a nuove categorie di lavori gravosi. Adesso rientreranno anche magazzinieri, estetisti, portantini, personale addetto alla consegna delle merci, lavoratori delle pulizie, conduttori di veicoli, di macchinari mobili e di sollevamento, ma anche maestri alla scuola materna e alla scuola primaria. Per questi sarà possibile a fronte di 36 anni di contributi, gli ultimi dei quali impegnati in queste attività faticose, a 63 anni chiedere l'Ape, l'indennità di accompagnamento alla pensione. 

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Opzione donna

Viene confermata l'estensione di un anno di Opzione donna: "il trattamento pensionistico - si legge nel testo - è altresì riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che entro il 31 dicembre 2021 hanno maturato un'anzianità contributiva pari o superiore a trentacinque anni e un'età pari o superiore a 60 anni per le lavoratrici dipendenti e a 61 anni per le lavoratrici autonome".  

L'Inpgi passa all'Inps

L'articolo 28 della manovra prevede poi il passaggio dell'Inpgi - l'istituto di previdenza dei giornalisti - all'Inps. "Al fine di garantire la tutela delle prestazioni previdenziali in favore dei giornalisti, con effetto dal 1° luglio 2022, la funzione previdenziale svolta dall'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani 'Giovanni Amendola' (INPGI), in regime di sostitutività delle corrispondenti forme di previdenza obbligatoria, è trasferita, limitatamente alla gestione sostitutiva, all'Istituto nazionale di previdenza sociale (INPS) che succede nei relativi rapporti attivi e passivi".

Pensioni: i dati Inps e Istat

L'Inps, dal canto suo, fa sapere che nei primi nove mesi del 2021 sono state liquidate 268.599 pensioni a uomini con decorrenza nell'anno e tra queste 124.246 (il 46,26%) erano anticipate rispetto all'età di vecchiaia. Ancora nel 2020 oltre 5,3 milioni di pensionati hanno avuto un reddito da pensione complessivo inferiore a 1.000 euro, mentre le donne, pur essendo la maggioranza dei pensionati, ricevono solo il 44% del reddito da pensione complessivo.

L'Istat rileva invece che le prestazioni del sistema pensionistico italiano vigenti alla fine del 2020 erano 22.717.120, per un totale di 307.690 milioni di euro. Rispetto al 2019, il numero di prestazioni è diminuito dello 0,4% e l'importo complessivo annuo è aumentato del 2,3%. Le donne sono la maggioranza dei pensionati, ma ricevono solo il 44% del reddito complessivo, con una media di 16.233 euro, il 27% in meno degli uomini. Un terzo dei pensionati ha un reddito inferiore a 1000 euro.