Pasquale Tridico, presidente Inps (foto Imagoeconomica)
Pasquale Tridico, presidente Inps (foto Imagoeconomica)

Roma, 22 agosto 2019 - Poco meno di undicimila pensionamenti nella Pubblica amministrazione ad agosto (8 su 10 negli enti locali e nella sanità) e una valanga di circa 18mila uscite a settembre nella scuola: è il primo bilancio dell’operazione Quota 100 nel pubblico impiego. Bilancio che non tiene conto dei pensionamenti ordinari che, sempre, nella scuola sono oltre 15mila, per un totale 33mila prof e dipendenti amministrativi chelasceranno aule e segreterie, con la prospettiva di molte lezioni affidate a supplenti: un docente su 5 sarà precario. Le domande di uscita anticipata con 62 anni di età e 38 di contributi ammontano nella Pa in senso stretto a 10.336: a differenza che nel privato, la prima finestra per lasciare il lavoro è fissata proprio nel mese di agosto. Circa l’80% se ne va da autonomie locali e sanità: da Comuni, Regioni e Province arriva il 55,1% delle richieste, mentre un altro 22,6% (2.344) viene dalla sanità (infermieri, fisioterapisti, analisti, tecnici radiologi o di laboratorio).

Le uscite dei medici, almeno per il momento, sono contenute (321 insieme ai veterinari). Ma, se alla via di uscita anticipata si sommano i pensionamenti ordinari, il bilancio sale notevolmente: la previsione è di 250mila lavoratori solo per quest’anno. Non solo: il sindacato della categoria, Anaao Assomed, vede papabili per Quota 100 circa 38mila medici in 3 anni. Ma l’uscita anticipata non converrebbe a molti, a causa di 'penalizzazioni' che vanno dai limiti alla libera professione al divieto di cumuli, sostiene l’Anaao. L’effettiva fuoriuscita si manterrebbe così intorno alle 24mila unità. E non va meglio sul fronte degli infermieri: secondo i calcoli del Centro studi della Fnopi (Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche) i potenziali aventi diritto ad andare in pensione da subito con Quota 100 sono 75mila, in realtà si scenderebbe a 22mila persone su un totale di 280mila infermieri del Servizio sanitario nazionale. L’esodo si sta concentrando nei «comparti della Pa dove il lavoro è più faticoso ma che, paradossalmente, sono proprio quelli che erogano i servizi ai cittadini», fa notare la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino.

"Non ci resta che aspettare il nuovo esecutivo", dice il leader della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, invocando assunzioni, stabilizzazioni e scorrimento delle graduatorie. Lo sblocco totale del turnover d’altra parte "ha colto impreparati molti Comuni", che faticano a indire concorsi e portarli a termine in tempi rapidi.

Quel che è certo è che, nell’immediato, sarà principalmente nella scuola che si concentrerà l’emergenza. Di fatto Quota 100 ha accelerato la carenza di prof perché i posti lasciati liberi dai pensionati che usciranno con questo meccanismo non verranno coperti da personale di ruolo: le domande potevano arrivare all’Inps entro febbraio e i numeri non sono stati elaborati alle scadenze utili. Come se non bastasse, la caduta del governo Conte rischia di travolgere definitivamente il decreto per la stabilizzazione dei precari della scuola approvato il 6 agosto scorso.