Roma, 4 maggio 2021 - Sindacati in pressing sul governo sul tema pensioni prima dello stop - a fine anno - della sperimentazione di Quota 100. L'appello è semplice: "Serve flessibilità" e si traduce in una serie di proposte: accesso alla pensione a partire da 62 anni età, o con 41 anni di contributi a prescindere dall'età, riconoscere alle donne 12 mesi per ogni figlio per anticipare l'età dell'uscita oppure a scelta incrementare il coefficiente di calcolo della pensione. Con un'iniziativa unitaria, Cgil, Cisl e Uil chiedono di fare presto, perché ritengono non si possa tornare al modello Monti-Fornero: un giovane di oggi, avvertono, rischierebbe di andare in pensione a 70 anni.  Il ministro del Lavoro Andrea Orlando ha dato la disponibilità ad aprire il tavolo di confronto.

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Il sindacato vuole un confronto a 360 gradi con il governo sulla qualità del lavoro, le pensioni, gli ammortizzatori sociali, spiega il leader Cgil Maurizio Landini: "Se le risposte non ci saranno o saranno negative dobbiamo valutare quali iniziative metteremo in campo per sostenere le nostre proposte e farle vivere nel Paese". E ancora: "Mettere la centro la qualità del lavoro e i diritti del lavoro - ha detto - significa mettere al centro anche la sicurezza, perché si continua a morire sul posto di lavoro (vedi il caso della ragazza di Montemurlo) e questa è un cosa non accettabile". La battaglia dei sindacati - ha spiegato il leader Cgil - è di cambiare le pensioni per cambiare il Paese mettendo al centro la centralità del lavoro con diritti".

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All'iniziativa "Cambiare le pensioni adesso" organizzato dai sindacati - ha riferito Landini - la richiesta è di estendere i contratti espansione, ricorrere all'isopensione o ad altre forme messe in campo in questi anni: l'idea è di aiutare i lavoratori ad andare in pensione e favorire l'ingresso giovani. Il tema della staffetta generazionale - ha aggiunto - andrebbe affrontato in modo approfondito anche per non disperdere saperi e competenze.
Il sistema previdenziale non può essere solamente contributivo: "Deve avere al suo interno sistemi di solidarietà - spiega Landini - Non esiste al mondo se non in Cile". Landini ha sostenuto che occorre riconoscere le differenza tra i lavori, la situazione delle donne e dei giovani con occupazioni precarie e discontinue. Inoltre "va fatta una pensione di garanzia per i giovani che è un minimo al di sotto della quale non poter scendere e che può essere un valido strumento di tutela contro i vuoti contributivi nelle carriere spesso precarie dei giovani e non solo".

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 Secondo  il segretario generale della Cisl Luigi Sbarra "la previdenza e le pensioni devono diventare leve di speranza e questa è la sensibilità che vorremmo portare al confronto con il Governo". Perché "le pensioni non sono un lusso, ma sono il giusto riconoscimento economico dopo una vita di lavoro. Oggi, definire 41 anni di contributi un 'privilegio' è una provocazione. Pensare che dopo la fine di 'quota 100' sia possibile ritornare, senza colpo ferire, al modello Fornero con un salto anagrafico che per molti sarebbe di 5 anni (da 62 anni ai 67 anni della pensione di vecchiaia) significa non essere sintonizzati sulla realtà del Paese e sulla vita reale delle persone". E continua: "Per noi non sono accettabili penalizzazioni sulla parte retributiva della pensione come previsto anche da recenti proposte di legge che pretenderebbero di far pagare a una medesima generazione per la terza volta una misura peggiorativa attraverso la prospettiva di un ricalcolo interamente contributivo della pensione anche del periodo precedente al 1996. Per questo pensiamo che sia possibile ragionare di una flessibilità nell'accesso alla pensione a partire dai 62 anni di età".

Dal canto suo il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri sostiene che il sindacato è pronto a fare una discussione con il governo sulla riforma previdenziale guardando alla sostenibilità economica del sistema ma vuole che l'attenzione sia rivolta alla sostenibilità sociale. La legge Fornero - ha spiegato - ha puntato solo alla sostenibilità economica senza considerare la diversità dei lavoro: "un errore drammatico". Resta poi - ha aggiunto Bombardieri - la confusione tra spesa previdenziale ed assistenziale, anche nei documenti mandati a Bruxelles e all'Ocse: "è un errore grossolano".
"In questo periodo abbiamo assistito - ha proseguito Bombardieri - a livelli di profitti incredibili delle multinazionali distribuiti agli azionisti: possiamo pensare a un'extra tassa a favore di chi ha sofferto?". "E' sostenibile - si è domandato il sindacalista - che dopo 41 anni di lavoro una persona non possa andare in pensione? Quanti giovani saranno in grado di avere 41 anni di contributi continuativi? Quanto è sostenibile l'aumento delle disuguaglianze dal punto di vista economico e sanitario?" a fronte dell'aumento della povertà in Italia. Per questo, secondo Bombardieri, la sostenibilità sociale è un tema da affrontare insieme a quello della sostenibilità economica, perché "nessuno si fa carico della sostenibilità sociale dei pensionati con assegni bassi. "Siamo pronti ad una discussione tecnica - ha concluso - ma dobbiamo capire come costruiamo un sistema sostenibile andando a prendere i soldi dove ci sono".

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Una prima risposta positiva arriva da Mara Carfagna, ministra per il Sud e la Coesione territoriale, che twitta: "La maternità è (anche) un lavoro da riconoscere: apprezzo l'idea dei sindacati di dare alle donne un anno di sconto sull'età pensionabile per ogni figlio. È la proposta di legge su 'Quota mamma' che presentai nel 2020, è arrivato il momento di discuterne sul serio".