Matteo Salvini a 'Porta a porta' (Ansa)
Matteo Salvini a 'Porta a porta' (Ansa)

Roma, 11 settembre 2018 - Sta diventando un gioco al rialzo quello sulle pensioni, in attesa delle novità concrete che dovrebbero arrivare nella manovra 2018 e consentire di superare la legge Fornero come da obiettivo del contratto di governo. Le ultime notizie in merito arrivano oggi dalle dichiarazioni del vicepremier Matteo Salvini a Porta a Porta. "Quota 100 con 64 anni? No, è assolutamente troppo alto. Io ho chiesto al massimo 62", rivela il ministro dell'Interno durante la registrazione della prima puntata della trasmissione condotta da Bruno Vespa. "Ho detto hai tecnici, che ci stanno lavorando ancora in questi minuti, di essere ancora più rigorosi", aggiunge Salvini a proposito delle norme da inserire nella Legge di Bilancio. Qualora dovessero essere seguite le sue indicazioni, per fare un esempio, si potrebbe andare in pensione già a 62 anni, con 38 di contributi.  

IL COSTO - Fissare a 62 anni la soglia di quota 100, insieme alla possibilità di uscire dal lavoro con 41 anni e mezzo di contributi, potrebbe costare già nel 2019 13 miliardi al lordo delle tasse e 9 miliardi al netto. Queste le prime cifre elaborate dalla società di ricerca Tabula guidata dall'esperto di previdenza Stefano Patriarca. A regime il costo salirebbe a circa 20 miliardi al lordo delle tasse e oltre 13 miliardi al netto

DI MAIO E BRAMBILLA - Ieri la quota 100 era stata confermata dal ministro del Lavoro Luigi Di Maio che aveva specificato l'intenzione del governo di inserire anche l'alternativa dei 41 anni di contributi - a prescindere dall'anzianità lavorativa - come condizione per l'uscita dal lavoro. Fino a ieri, però, l'età di accesso alle pensioni quota 100 era stata fissata da Palazzo Chigi e dintorni oltre i 63 anni. Negli ultimi giorni era stato Alberto Brambilla, consulente di Salvini e tra i massimi esperti di politiche previdenziali, a parlare di 64 anni (e 36 di contributi) come limite per aver accesso alla ormai celebre quota 100. Brambilla aveva anche ipotizzato "flessibilità, e 'sconti' sugli anni di uscita dal lavoro per le categorie dei lavoratori precoci e delle donne con figli".

Per quanto riguarda, invece, il taglio annunciato sulle pensioni d'oro, è stato ancora Di Maio a fissare l'asticella a "oltre 4mila euro netti" circa gli assegni su cui intervenire. Il ministro del Lavoro ha anche parlato di "pensione di cittadinanza" da prevedere per chi riceve meno di 700 euro al mese.