Roma, 12 aprile 2018 - Si sblocca, con il via libera operativo di Intesa Sanpaolo, l’ultimo meccanismo per far decollare davvero l’Ape volontario. E così da ieri è possibile, per coloro che hanno ottenuto la certificazione dell’Inps, presentare online la domanda per conquistare l’Anticipo pensionistico a pagamento, con la possibilità di ottenere anche gli arretrati (da maggio 2017) ma solo se l’istanza sarà presentata entro il prossimo 18 aprile. Nessun problema, però, se si supererà la scadenza indicata: in questo caso si dovrà solo rinunciare al pregresso. A sbloccare la situazione di stallo che si era creata nelle settimane scorse dopo l’avvio della prima fase dell’operazione (con la partenza del simulatore e della procedura di certificazione in ambito Inps) è stata "l’adesione agli accordi quadro relativi all’Ape volontario da parte di Banca Intesa Sanpaolo e delle imprese assicurative Unipol e Allianz".

Da quel che risulta informalmente è prossima anche la partecipazione al meccanismo anche di Unicredit e di altre primarie banche italiane. Dunque, vale la pena di rammentare le condizioni per richiedere l’Anticipo pensionistico e le procedure da seguire. Lo possono chiedere i lavoratori, sia dipendenti sia autonomi, che raggiungono i 63 anni di età nel 2018 o i 63 anni e 5 mesi nel 2019 con 20 anni di contributi: e dall’Inps hanno puntualizzato che i 20 anni devono essere maturati in una sola gestione e non si possono cumulare i versamenti effettuati in più fondi. In sostanza, coloro che sono nati fino al luglio del 1956. Il primo passo per ottenere il prestito è chiedere all’Inps la certificazione del diritto all’Ape con l’indicazione della pensione maturata, che deve essere almeno pari o superiore a 1,4 volte il trattamento minimo (quindi nel 2018 a 710,388 euro al mese). Mentre l’importo minimo che si può ottenere di Ape è pari a 150 euro mensili per sei mesi di anticipo, il massimo non può superare il 75% del trattamento pensionistico mensile nel caso di anticipo superiore a tre anni; l’80% se la durata del prestito è tra i 24 e i 36 mesi, l’85% se la durata è tra 12 e 24 mesi e il 90% se è inferiore a 12 mesi. Al momento sono circa 7.000 le domande di certificazione accolte, ma secondo fonti beninformate sono almeno 20 mila quelle presentate e che l’Inps non ha ancora verificato per ritardi significativi nella loro lavorazione.

I 7 mila fortunati, comunque, possono da ieri presentare la domanda di Ape vera e propria e scegliere l’istituto finanziatore - per ora solo Intesa Sanpaolo - del prestito e l’assicurazione che farà un contratto contro il rischio di premorienza. Mentre la restituzione del prestito comincerà dal momento del pensionamento. Quanto ai costi, l’economista Stefano Patriarca ha individuato tre parametri da tenere presenti: il primo è il Taeg, che è il tasso annuo totale (comprensivo del premio assicurativo e di altri oneri) applicato al prestito: con il credito di imposta del 50 per cento, questo indicatore oscillerà tra il 3,33 e il 3,43 per cento. Il secondo indicatore è quello relativo all’incidenza della rata di rimborso (interessi e capitale) sulla pensione netta: oscillerà tra il 5 e il 6 per cento per ogni anno di anticipo. Il terzo indice è quello che indica il peso o l’incidenza dei soli interessi (e altri oneri, ma senza il capitale da restituire) sulla pensione netta: sarà pari a circa 1,5 per cento per ogni anno di anticipo.