Pensioni, uffici Inps (Newpresse)
Pensioni, uffici Inps (Newpresse)

Roma, 18 gennaio 2019 - Dopo mesi d'attesa vede la luce la riforma delle pensioni con l'introduzione di Quota 100, misura-chiave della manovra 2019: requisiti e vincoli, sono contenuti nel decreto attuativo approvato ieri dal Consiglio dei ministri. Decreto che disciplina anche il Reddito di cittadinanza. Sintetizziamo di seguito, in quattro passaggi, le novità sostanziali che riguardano le uscite pensionistiche: dalla prima data utile per i pensionamenti con Quota 100, al Tfr dei lavoratori pubblici, fino alle soglie di Ape Social e Opzione donna e alle agevolazioni per il riscatto della laurea. 

Reddito di cittadinanza, i requisiti e come richiederlo

(Testi a cura di CLAUDIA MARIN)

SI PARTE DA APRILE, SUBITO 30MILA EURO DI TFR- I lavoratori privati potranno andare in pensione con almeno 62 anni di età e 38 anni di contributi dal 1° aprile, se avranno raggiunto i requisiti entro il 31 dicembre 2018: strada percorribile anche per chi ha requisiti più elevati. Chi li raggiungerà dopo, potrà andare via tre mesi più tardi: la finestra è mobile. I lavoratori pubblici dovranno aspettare il 1° agosto: le uscite si avranno con finestre di 6 mesi e con preavvisi di sei mesi. Di fatto per loro la Quota sarà 101,2, con un minimo di 62 anni e 7 mesi di età e 38 anni e 7 mesi di contributi. Quanto alla liquidazione, i dipendenti pubblici possono ottenere subito fino a 30mila euro, la quota rimanente in più anni. La pensione con Quota 100 non è cumulabile col lavoro dipendente, o autonomo che ecceda i 5mila euro annui.

Decreto pensioni e reddito di cittadinanza, il testo in pdf

APE SOCIAL E OPZIONE DONNA, I REQUISITI - Confermate sia Ape social sia Opzione donna. La prima è una sorta di pre-pensione assistenziale che ottenibile dai 63 anni. Possono chiederla disoccupati, chi assiste familiari disabili, persone con invalidità di almeno il 74% e chi svolge lavori gravosi, come operai edili, autisti di gru e di mezzi pesanti, macchinisti, infermiere, badanti, maestre d’asilo, facchini, operai siderurgici e agricoli, marittimi e pescatori. Per accedere all’anticipo gratuito occorre avere 30 anni di contributi, che diventano 36 per chi è stato impiegato per alcuni anni in lavori gravosi. L’Opzione donna prevede l’uscita anticipata e la pensione ricalcolata col metodo contributivo per le dipendenti con almeno 58 anni (autonome a 59 anni), con 35 anni di contributi. La finestra mobile è di 12 mesi per le dipendenti e 18 mesi per le autonome. Tagli dell’assegno tra 20 e 25%.

Le slide: come funzionano Quota 100 e Reddito

RISCATTO DI LAUREA, AGEVOLAZIONI UNDER 45 - Possono usufruire della possibilità di chiedere a costi vantaggiosi il riscatto di periodi non coperti da contributi previdenziali coloro che hanno cominciato a lavorare o a versare dal primo gennaio 1996 e, per la laurea a condizioni agevolate, coloro che hanno fino a 45 anni di età. Tutti coloro che ricadono integralmente nel sistema contributivo di calcolo delle pensioni (basato sui contributi versati e non sugli stipendi pregressi). I lavoratori interessati possono riscattare i periodi fino a 5 anni. Non rientrano nel caso le eventuali attività in nero o non regolare, ma solo i veri periodi di non lavoro o comunque impegnati in corsi di formazione o i periodi di disoccupazione non coperta da versamenti contributivi. Dunque, di sicuro vi rientra il riscatto del corso di laurea.

PRECOCI, USCITA ANTICIPATA - La Fornero prevede che dal 2019, oltre all’aumento dell’età di accesso per la pensione di vecchiaia a 67 anni, vengano aumentati anche i requisiti fissati per il ritiro anticipato, con le nuove soglie fissate per gli uomini a 43 anni e 3 mesi di contributi (42 anni e 3 mesi le donne), con un balzo in avanti di 5 mesi dagli attuali 42 anni e 10 mesi (41 anni e 10 mesi per le donne). Nel decreto sono inserite norme che riportano indietro i requisiti per la pensione anticipata, ma aggiungendo una finestra trimestrale. I lavoratori precoci possono accedere alla quota 41 (dal 2019 è diventata di 41 anni e 5 mesi di contributi) a prescindere dalla età anagrafica, a patto che prima dei 19 anni abbiano lavorato per almeno 12 mesi. Possono usare quota 41 e 5 mesi i precoci in queste condizioni: disoccupati, coloro che svolgono lavori usuranti, coloro che assistono familiari disabili, persone con invalidità pari almeno al 74% e chi svolge lavori gravosi.