Roma, 28 dicembre 218 - Se il 2019 sarà l’anno dei 5 mesi in più per andare in pensione, il 2018 si potrà rivelare come quello nel quale verranno finalmente sperimentati molteplici canali innovativi di uscita anticipata dal lavoro verso la quiescenza. Canali che la manovra recentemente approvata ha ampliato e che si aggiungono a quelli esistenti. Dalle differenti versioni dell’Ape all’anticipo per i precoci, fino alle agevolazioni per i lavori usuranti e al cumulo gratuito, sono numerose le soluzioni utilizzabili per conquistare l’assegno prima dell’età pensionabile. Vediamo la mappa delle più significative misure in gioco. 

Pensioni un po' più ricche nel 2018. Stop al blocco delle rivalutazioni - di C. Marin

Pensioni, le novità del 2018: donne e uomini alla pari

APE SOCIAL - È una prestazione assistenziale gratuita, semplificata e ampliata per il 2018 rispetto alla versione del 2017. Una prestazione che consente, dai 63 anni di età, di anticipare l’uscita dal lavoro o comunque di ottenere un sussidio-ponte, entro il tetto dei 1.500 euro lordi, fino alla conquista della pensione. Possono chiederla disoccupati, coloro che assistono familiari disabili, persone con invalidità pari almeno al 74 per cento e coloro che svolgono attività gravose: operai edili, autisti di gru e di macchine per l’edilizia, conciatori, macchinisti e personale viaggiante, autisti di mezzi pesanti e camion, infermiere e ostetriche ospedaliere turniste, badanti, maestre d’asilo, facchini, personale addetto ai servizi di pulizia, operatori ecologici. Sono stati aggiunti: operai siderurgici e del vetro, operai agricoli, marittimi e pescatori. Per accedere all’anticipo gratuito occorre avere un minimo di 30 anni di contributi che diventano 36 anni per i lavoratori impiegati nelle attività gravose. Ma per le donne – il cosiddetto Ape rosa – è stato stabilito un bonus di un anno di sconto per ogni figlio, fino a due.

APE VOLONTARIO - È lo strumento, che dovrebbe finalmente diventare operativo entro gennaio prossimo, che permette di anticipare l’uscita dal lavoro fino a 3 anni e 7 mesi prima dell’età pensionabile. Si basa su un prestito bancario assicurato con rimborso ventennale che scatta con la pensione ordinaria. L’intervento non è mai decollato e il 2018 dovrebbe essere il primo anno di attuazione. Anche per questo è stato prorogato al 2019. L’onere a carico di chi sceglie questa via è di circa il 5 per cento della pensione per ogni anno di anticipo, fino a 20 circa. L’accesso all’Ape volontario è previsto per chi abbia almeno 63 anni di età e 20 anni di contribuzione.

ANTICIPO PRECOCI - Possono andare in pensione in via anticipata, con 41 anni di contributi, a prescindere dall’età anagrafica, i cosiddetti lavoratori precoci: coloro che hanno lavorato prima dei 19 anni per almeno 12 mesi. La possibilità è prevista per disoccupati, coloro che assistono familiari disabili, persone con invalidità pari almeno al 74 per cento, lavoratori che svolgono attività usuranti e coloro che svolgono attività gravose: sono le stesse ampliate dalla manovra previste per l’Ape social.

APE AZIENDALE e «Isopensione». Il fallimento o quasi della formula della cosiddetta «iso-pensione» introdotta dalla legge Fornero (che prevedeva la possibilità che l’azienda pagasse per quattro anni assegno e contributi di chi lasciasse il lavoro) ha prodotto l’effetto di far aumentare, nella manovra, fino a sette gli anni di possibile anticipo pagato dall’azienda. Rimane sempre in pista, però, anche l’Ape aziendale, che è la versione dell’Ape volontario con il prestito pagato dall’azienda.

CUMULO GRATUITO - Il 2018 sarà anche l’anno dell’attuazione del cumulo gratuito dei contributi, un’alternativa a costo zero rispetto all’onerosa ricongiunzione. Lo strumento permette al lavoratore di cumulare i periodi assicurativi accreditati presso differenti gestioni, senza oneri a suo carico, per il riconoscimento di un’unica pensione calcolata sulla base delle regole previste da ciascun fondo.

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