Roma, 25 ottobre 2017 - Pd in pressing sulle pensioni. Un appello a bloccare - o almeno a rivedere - l'adeguamento automatico dell'età pensionabile a 67 anni arriva dall'autorevole voce di Maurizio Martina, ministro dell'Agricoltura e vicesegretario del Partito democratico. Ieri l'Istat ha confermato l'aumento della speranza di vita in misura tale da innescare il meccanismo nel 2019. 

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"Non tutti i lavori sono uguali - dice oggi il ministro Martina -. E non tutti i lavoratori hanno la stessa aspettativa di vita per le mansioni che fanno". Il vicesegretario Pd auspica uno slittamento: "Le norme volute dal governo Berlusconi e poi modificate dal governo Monti sull'aumento automatico dell'età pensionabile vanno riviste e per questo serve un rinvio dell'entrata in vigore del meccanismo".

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Per Martina "i tempi per una discussione parlamentare a partire dalle commissioni preposte ci sono tutti ed io credo sia giusto prendersi tutto lo spazio utile per aggiornare questa decisione anche alla luce di nuove valutazioni". In linea con Martina anche Lorenzo Guerini, coordinatore della segreteria dem. "Regole da rivedere, i tempi ci sono". Per Gianni Cuperlo bloccare l'automatismo sarebbe "un atto di buon senso". Ieri era giunto un appello congiunto delle sigle sindacali Cgil-Cisl-Uil per il blocco dell'adeguamento. "Il governo ha già fatto molto", replicava in serata il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia. Oggi, dal Pd, sembrano arrivare indicazioni di segno opposto. Nel frattempo, il presidente Inps Tito Boeri, intervistato dal Tg1, ha dichiarato: "Bloccare l'adeguamento dell'età pensionabile all'aspettativa di vita dal 2021 in poi costerebbe fino a 140 miliardi fino al 2040: sono costi insostenibili".

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