Domenica 21 Luglio 2024

Civ Inps, squilibri lavoro-pensioni: nel 2032 bilancio in rosso di 20 miliardi. Ghiselli: “Preoccupano gli equilibri futuri”

Le cause principali sono dell'invecchiamento della popolazione e del calo demografico: “l saldo positivo dei flussi migratori non è sufficiente”

Squilibri lavoro/pensioni, nel 2032 rosso Inps 20 miliardi

Squilibri lavoro/pensioni, nel 2032 rosso Inps 20 miliardi

Roma, 20 giugno 2024 - Di questo passo in 10 anni il bilancio dell'Inps girerà in passivo, da +23 miliardi nel 2023 a -45 miliardi nel 2032, con dei risultati di esercizio negativi che peggiorano nel decennio da -3 miliardi a -20 miliardi. Tutto colpa dell'invecchiamento della popolazione e del calo demografico, che graveranno sul principale ente previdenziale del sistema pensionistico pubblico italiano.

Inversione nella piramide delle età

Lo ha riferito, nella sua relazione alla commissione di controllo sugli enti previdenziali, il presidente del Civ (Consiglio di Indirizzo e Vigilanza dell’Istituto) Roberto Ghiselli: "La combinazione di due tendenze, l'aumento della longevità e la bassa fecondità, che provocano la cosiddetta inversione nella piramide delle età. Il saldo positivo dei flussi migratori non è sufficiente a bilanciare il saldo negativo della dinamica naturale. Il tendenziale calo demografico già ora determina uno squilibrio notevole fra le coorti interessate o prossime al pensionamento, e quelle in ingresso nel mercato del lavoro, con una contrazione tendenzialmente crescente della popolazione attiva".

Squilibri futuri nel sistema previdenziale

Ghiselli ha sottolineato: "Uno degli aspetti di maggiore preoccupazione per gli equilibri futuri del sistema previdenziale è rappresentato dalla crescita del numero dei pensionati in rapporto ai lavoratori attivi, in particolare per l'effetto combinato delle previsioni di decrescita demografica, in gran parte connessa al fenomeno della denatalità, e l'aumento della speranza di vita, che complessivamente porta ad un tendenziale invecchiamento della popolazione".

Rischi adeguatezza future prestazioni pensionistiche

Il rischio di incertezza per "l'adeguatezza delle future prestazioni pensionistiche" principalmente legata alle condizioni lavorative e reddituali maturate nel corso della carriera lavorativa, più che al sistema di calcolo pensionistico. "Il rischio di una diffusa inadeguatezza dei futuri trattamenti pensionistici potrà dipendere dalla discontinuità nel lavoro e quindi nella contribuzione, dai bassi livelli di reddito, dall'irregolarità nei rapporti di lavoro", ha spiegato Ghiselli.

Spesa pensionistica 2023 pari a 304 miliardi

La spesa pensionistica è in continua crescita, lo scorso anno è stata pari a 304 miliardi, con un incremento rispetto all'anno precedente del 7,4%, determinato sostanzialmente dalla rivalutazione delle pensioni per far fronte all'impennata inflazionistica che si era registrata l'anno precedente, si legge nei dati forniti in audizione alla Commissione di controllo sugli enti previdenziali dal Civ dell'Inps che il 16 luglio porterà in approvazione il rendiconto generale relativo all'anno 2023.

Una proposta di rendiconto che mostra un ammontare delle entrate complessive pari a 536 miliardi di euro di cui 269 miliardi di entrate contributive (+5,1% sul 2022) e 164 miliardi di trasferimenti correnti dalla fiscalità generale (+3,3%). Mentre le uscite complessive ammontano a 524 miliardi, di cui 398 miliardi per prestazioni istituzionali (+4,55%). Cresciuto di 7,4 miliardi il costo degli interventi sostenuti dai trasferimenti Gias (Gestione degli interventi assistenziali e di sostegno alle gestioni previdenziali) a consuntivo, in particolare per l'incremento delle uscite a favore dei percettori dell'Assegno unico universale, l'incremento dei trasferimenti per sgravi contributivi e l'incremento delle coperture degli oneri pensionistici della Ctps, la gestione separata dei trattamenti pensionistici ai dipendenti dello Stato. Il saldo della gestione finanziaria di competenza ammonta a +12,18 miliardi, di cui 7,66 di parte corrente e 4,52 in conto capitale.