Pensioni, il simulatore dell'Ape sul sito dell'Inps

Roma, 13 febbraio 2018 – Il semaforo verde per calcolare l’Ape, attraverso un apposito simulatore, e presentare la domanda per la certificazione del diritto alla pensione, primo passo per conquistare l’Anticipo pensionistico volontario, è scattato oggi alle 14. A dare il via all’operazione è stato il presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ha stimato in 300 mila per il 2018 e 150 mila per il 2019 il bacino dei potenziali interessati al nuovo meccanismo che permette, a pagamento, di andare via dal lavoro a partire dai 63 anni di età. Non senza avvisare che ripristinare le condizioni di accesso alla pensione precedenti alla riforma Fornero costerebbe inizialmente 14 miliardi l'anno e a regime 20 miliardi, aggiungendo che il debito implicito previdenziale sarebbe pari a 5 punti di Pil, ovvero circa 85 miliardi di euro.

Ecco il simulatore:

Un’occasione, quella di oggi, nella quale il numero dell’Ente previdenziale ha annunciato anche che l’Inps erogherà il "bonus mamma domani" (800 euro una tantum) anche alle straniere con permesso di soggiorno breve. E’ stato pubblicato - ha puntualizzato - il messaggio che dà attuazione alle sentenze dei mesi scorsi sulla materia. Il premio alla nascita quindi sarà dato anche alle persone con permesso di soggiorno a scadenza che hanno avuto o adottato un bambino dal primo gennaio 2017. Si tratta di circa il 5% delle nascite, circa 24.500 persone nel complesso. Il costo supplementare è di circa 18 milioni. Il simulatore dell’Ape dell’Inps permette, attraverso l’inserimento di una serie di elementi (dalla data di nascita alla stima della possibile pensione futura) di verificare sia la data di pensionamento probabile sia il numero di mesi di anticipo. Fino a arrivare alla stima dell’Ape in termini di ammontare, di costi, di rata di rimborso.

L’applicativo per chiedere la certificazione del diritto, a sua volta, permette di ottenere dall’Inps la certificazione dell’ammontare e della data di pensionamento e rappresenta il primo step per arrivare alla domanda di Ape vera e propria. A bocciare l’Ape volontario, comunque sia, è la leader della Cgil, Susanna Camusso, perché "è una forma molto costosa per le persone. Lo abbiamo detto e continuiamo a dirlo", contestando anche le previsioni dell’Inps: "Posso dire che mi pare che normalmente non ci azzecchino tanto con le previsioni?". L'Ape volontario, ha insistito, è uno strumento che ributta sulle persone quello che non si è voluto fare in termini di flessibilizzazione del sistema previdenziale, non siamo affascinati da questa gara dei numeri, se non perché esattamente ci dicono come il sistema sia troppo rigido e non risponda alle esigenze e difficoltà delle persone". Sempre sul versante dell’Ape, ma questa volta di quella social (gratuita), il direttore centrale pensioni dell'Inps, Luca Sabatini, secondo quanto riportato sul profilo Twitter dell’Istituto, ha avvisato che sono quasi 12mila le domande di Ape social del 2017 che "sono state già pagate così come 4.000 domande per i lavoratori precoci sono state evase. Per le altre la lavorazione è in via di definizione".