Matteo Renzi  e il ministro Boschi(Ansa)
Matteo Renzi e il ministro Boschi(Ansa)

Roma, 4 maggio 2016 - Pensioni, si cambia nel 2017. Lo annuncia Matteo Renzi che oggi nella diretta Facebook #Matteorisponde ha anticipato le novità. Cosa bolle in pentola? Un nuovo strumento di flessibilità in uscita per cui il governo avrebbe già trovato il nome. "Si chiamerà Ape - spiega Renzi - c'è già simbolo e logo". Permetterà in sostanza di anticipare, con una decurtazione economica, l'ingresso in pensione. Il premier ha spiegato che la riforma, a cui stanno lavorando la Presidenza del Consiglio e il ministero del Lavoro, sarà contenuta nella legge di Stabilità del 2017.  

PER I PIU' "SFIGATI" - Il meccanismo è pensato per "i più sfigati", dice Renzi "che hanno visto i tempi allungarsi". "Va incontro a chi è nato in quegli anni lì, il 1951, 1952 e 1953, che si sono visti passare a 66 anni l'età pensionabile tutto insieme". Il progetto sarebbe "sostanzialmente pronto". 

 LA PROPOSTA PD - Proprio oggi è stata presentata alla Camera una petizione online per sostenere la proposta di legge Pd (a firma di  Cesare Damiano e Maria Luisa Gnecchi) sulla flessibilità previdenziale. "Una petizione - spiega in una conferenza stampa Damiano, presidente della commissione Lavoro a Montecitorio - perché siamo per la partecipazione dal basso". L'iniziativaè stata lanciata dall'associazione Lavoro&Welfare sulla piattaforma 'www.progressi.org' e ha raccolto in 48 ore circa diecimila firme. L'obiettivo è fissato a quota 15mila.

Con il documento rivolto al presidente del Consiglio, Matteo Renzi, al presidente del Senato, Pietro Grasso e alla presidente della Camera, Laura Boldrini, si esprime il sostegno alla proposta di legge che prevede una penalizzazione del 2% l'anno per anticipare, fino a quattro anni, l'uscita dal lavoro e la possibilità per il lavoratori 'precoci' di andare in pensione con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall'età e senza e senza penalizzazioni. 

I SINDACATI - Chiedono concretezza i sindacati. "Apprendiamo la disponibilità ad aprire finalmente un confronto con le parti sociali - scrive in un post su Facebook il segretario della Cisl, Anna Maria Furlan, dopo l'intervento del premier Renzi -. Attendiamo ora una convocazione rapida da parte del Governo, fuori dagli annunci". Più dura la Cgil: "Tra reversibilità, rivalutazione degli assegni, flessibilità in uscita e altre ipotesi non è chiaro come si intenda intervenire", afferma il segretario generale dello Spi-Cgil Ivan Pedretti che rilancia la manifestazione del 19 maggio in piazza del Popolo a Roma.