Pensioni, manifestazione Cgil (ImagoEconomica)

Roma, 10 febbraio 2018 - Pensioni, l'Inps ha fatto un po' di conti su quelle di vecchia data. Scoprendo che quasi mezzo milione di italiani - per la precisione 471.545 - da oltre 37 anni ricevono un assegno di vecchiaia, di anzianità contributiva o ai superstiti. Insomma, hanno smesso di lavorare prima del 1980 e sono ancora pensionati e soprattutto sono in pensione da più anni di quelli in cui hanno lavorato. Effetto anche delle baby-pensioni, oggi vissute da molti come un intollerabile privilegio delle passate generazioni.

Gli osservatori statistici dell'Inps - e il dato forse fa ancora più impressione - calcolano invece che le persone che hanno una pensione liquidata da almeno 35 anni (dal 1982 o negli anni precedenti) sono oltre 700.000. E in questi nimeri non si includono naturalmente i trattamenti di invalidità e le pensioni sociali. 
Le pensioni private antecedenti il 1980 sono 413.157 mentre le pubbliche sono 58.388. 

L'ETA' - L'età alla decorrenza delle pensioni liquidate prima del 1980 è di 49,9 anni per la vecchiaia e di 46,4 per l'anzianità, mentre per i superstiti da assicurato è di 41,5 anni (45,7 per i superstiti da pensionato). Il dato chiaramente risente del fatto che le persone rimanenti con pensioni così "vecchie" sono quelle che sono andate a riposo prima e dopo 37 anni sono ancora in vita. 

PUBBLICO E PRIVATO - Per i pensionati del settore privato l'età è un po' più alta per i trattamenti di vecchiaia (compresa l'anzianità) con 54,7 anni, mentre è più bassa per i superstiti con appena 40,7 anni al momento della liquidazione della pensione. 
Il dato dei pubblici risente chiaramente delle pensioni "baby" e quindi delle uscite dal lavoro con 20 anni di contributi o meno (14 anni sei mesi e un giorno per le donne con figli). 

GLI IMPORTI - Se per le pensioni del settore privato l'importo medio degli assegni liquidati prima del 1980 è largamente inferiore a mille euro al mese (807 euro mensili i trattamenti di vecchiaia, 526 euro quelli ai superstiti) per le pensioni dei pubblici l'importo medio supera i 1.660 euro al mese nel caso della vecchiaia e i 1.465 in quello dell'anzianità.

Superiore ai mille euro anche le pensioni ai superstiti erogate da prima del 1980 per il settore pubblico con 1.125 euro per i superstiti da assicurato (ovvero da persona morta mentre ancora lavorava) e 1.190 euro per i superstiti da pensionato.