Tre giorni prima della tempesta Coronavirus, Alberico Crosetta aveva chiamato i giornalisti a Milano per raccontare le novità della sua azienda di termo arredo e lanciare il nuovo eco-slogan: "Abbiamo a cuore il riscaldamento, non quello del pianeta". Era il 18 febbraio scorso, un secolo fa. E alla fine della conferenza stampa, invece del solito gadget che puntualmente finisce in un cassetto, aveva regalato a tutti un albero da piantare in Australia, nella parte devastata dagli incendi, attraverso una app che consente poi di seguirne la crescita.

Crosetta è amministratore delegato e proprietario di Antrax IT, che produce radiatori di design e ha sede a Resana, in provincia di Treviso. Cinquanta dipendenti che si conoscono bene e si salutano per nome, 7 milioni di fatturato realizzati per il 60 per cento in Italia. Lui ha fatto dell’attenzione all’ambiente una missione che parte da lontano: convinzione personale prima, conseguenti scelte produttive poi. Di fatto Antrax IT utilizza alluminio al 100% riciclabile per produrre i suoi radiatori, sfrutta solo fonti di energia rinnovabile (grazie a un potente impianto fotovoltaico inaugurato nove anni fa) e impiega nanotecnologie sul prodotto grezzo per non produrre scarti tossici. Infine ha scelto il metodo Toyota per ottimizzare la produzione e ridurre i consumi energetici.

Fare e poi dire, ma anche no. A dispetto del nome molto strong (che evoca l’antracite e l’inox, con cui all’inizio realizzava caminetti), Antrax IT è un’azienda a vocazione green. Una volta i trattamenti sui radiatori erano a base di fosfato di zinco e di ferro, e periodicamente bisognava fare la raccolta e o smaltimento dei fanghi tossici che si creavano, residuo delle lavorazioni. Invece l’uso delle nanotecnologie non genera fanghi. Inoltre i fosfati andavano utilizzati alla temperatura di 60 gradi, che voleva dire scaldare una piscina per poi immergerli dentro, con conseguente spreco di energia e rilascio di CO2 nell’ambiente. "La scelta di cambiare metodo di produzione – continua Crosetta – l’abbiamo fatta per primi, come anche siamo stati tra i primi a passare al fotovoltaico. E questo perché la sostenibilità è nel nostro Dna, tutti i processi che possono servire a migliorare e rispettare l’ambiente noi li mettiamo in pratica".

Da queste basi deriva anche la direzione del design. Partendo da alcune considerazioni sul mercato, visto che il sistema di riscaldamento con radiatori non è usato in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, ad esempio, viene utilizzato un sistema di canalizzazione ad aria mentre in Russia i prodotti italiani fino a poco tempo fa erano penalizzati dalla presenza di un’acqua molto corrosiva. Il mercato principale resta l’Europa.

La strada del prodotto d’autore nasce con uno scopo preciso. "Dobbiamo lavorare sulla comunicazione andando a interessare proprio gli studi di progettazione, che rappresentano per noi degli importanti decisori d’acquisto – precisa Crosetta –. E insieme al mondo degli architetti e design d’interni vogliamo avvicinare il cliente finale, perché noi abbiamo prodotti di fascia alta e sviluppando la cultura del design si percepisce insieme la loro qualità tecnologica, unita alla bellezza".

Antrax IT produce radiatori da quasi vent’anni, quello che fa porta la firma di grandi architetti e designer: ha introdotto il concetto di "collezione laddove fino a poco tempo, in questo settore, il termosifone era considerato poco più che un’estensione della caldaia. Le firme di Antrax IT sono, tra le altre, quelle di Matteo Thun & Antonio Rodriguez, di Daniel Libeskind, Victor Vasilev e Piero Lissoni Quando Antrax ITiaprirà i battenti dopo il fermo forzato, i lavoratori ritroveranno ad attenderli Emma e Oreste, due radiatori dal profilo umano a cui Crosetta aveva applicato la mascherina sul volto per sensibilizzare i dipendenti al suo utilizzo. "Dobbiamo far tesoro di quest’esperienza – conclude – e ricordarci che la coppia rimane tale anche nei momenti difficili: ne usciremo diversi, più attenti al valore della vita e delle tante cose che abbiamo e di cui non ci rendevamo conto".