FRANCA FERRI
Economia

Patto di stabilità, l’Ecofin accelera "Accordo a ottobre, ok entro l’anno"

La road map dal vertice informale a Santiago. Gentiloni: "Con Giorgetti abbiamo parlato molto e spesso"

Patto di stabilità, l’Ecofin accelera  "Accordo a ottobre, ok entro l’anno"
Patto di stabilità, l’Ecofin accelera "Accordo a ottobre, ok entro l’anno"

Tutti d’accordo sulla revisione in tempi brevissimi – entro la fine dell’anno – delle regole del Patto di stabilità europeo. Clima disteso e una nuova disponibilità, una vera e propria volontà comune per trovare un compromesso, fra i 27 ministri dell’Economia della Ue riuniti venerdì e sabato all’Ecofin informale di Santiago di Compostela, in Spagna.

"Un esito importante – lo ha definito Paolo Gentiloni, commissario europeo all’Economia –, con la volontà di tutti i Paesi di accelerare per raggiungere questa intesa, con una disponibilità che naturalmente poi va trasformata in decisioni". Gentiloni ha poi smorzato le polemiche degli ultimi giorno, precisando che con Giorgetti "abbiamo parlato molto e spesso".

Dai colloqui di Santiago, l’Italia incassa un’importante apertura alla richiesta avanzata da Giorgetti, di scorporare dal conteggio del deficit (almeno fino al 2026, cioè per la durata del Pnrr), una parte degli investimenti legati al Recovery e le maggiori spese in difesa per la guerra in Ucraina. Un passo avanti, anche se per ora si parla solo di ’aperture’ (’timide aperture’, quelle della Germania) e restano da definire i numeri, ovvero le quote dello scorporo. E anche l’altra richiesta principale di Giorgetti, quella di un percorso unico e comune di riduzione del deficit, rispetto a piani concordati bilateralmente, ha trovato appoggi e consensi. Tanto basta al Mef per definire quello di Santiago un "buon risultato".

A dettare le tempistiche della revisione del Patto è stata la vicepresidente spagnola Nadia Calvino (padrona di casa, perché questo semestre la Spagna ha presidenza UE): l’idea è raggiungere l’intesa politica in ottobre, quella tecnica a novembre, per arrivare all’approvazione da parte del parlamento europeo entro fine anno. "Il 70% del testo della nuova regolamentazione è più meno accordato. Dobbiamo accelerare il negoziato a livello politico e", ha detto Calvino. Serve un "adeguato e corretto bilanciamento" tra una graduale riduzione del rapporto debito/Pil e gli investimenti sulle priorità Ue, tenendo conto dei "bisogni specifici di tutti i Paesi" e garantendo "regole credibili e parità di condizioni". Quasi un invito a un ‘Cammino fiscale di Santiago’, come ha scherzato il solitamente impassibile commissario lettone Valdis Dombrovskis.

Che cosa ha portato a questo mutamento di clima? Di sicuro, la consapevolezza che le vecchie regole non sono più sostenibili: a fine 2022 il deficit di ben dodici Stati dell’Ue sfondava il tetto del 3% sul Pil. La guerra in Ucraina e la necessità di aumentare la spesa nella difesa sembra aver contribuito a mutare l’atteggiamento solitamente ’rigorista’ di alcuni paesi come quelli Baltici. La Germania resta preoccupata per il rigore, ma è arrivata all’Ecofin informale senza dictat o veti.

Intanto, da Santiago è arrivato l’endorsment dell’Eurogruppo alla candidatura di Piero Cipollone, vicedirettore generale della Banca d’Italia, come nuovo membro del comitato esecutivo della Bce al posto di Fabio Panetta. I leader ufficializzeranno la nomina una volta sentiti il Parlamento Europeo e la Bce. Cipollone avrà un mandato di otto anni, non rinnovabile.