Giovedì 11 Luglio 2024
MICHELE ZACCARDI
Economia

Pannelli solari, boom di impianti in Italia. I motivi? I costi e più semplice installarli

Grazie alle semplificazioni introdotte nell'ultimo anno per far fronte alla crisi energetica, la potenza complessiva è aumentata del 7% mentre le installazioni del 12%

La crisi energetica, iniziata nel 2021 e aggravata nel 2022 dal conflitto in Ucraina, ha rilanciato le rinnovabili. I ripetuti tagli dei flussi di gas russo verso l’Italia (e l’Europa) ha infatti costretto il nostro Paese a spingere sull’acceleratore dell’energia green.

Pannelli solari
Pannelli solari

Il boom

Il governo Draghi, dal canto suo, è intervenuto a più riprese per allentare le norme sull’installazione di nuovi impianti. E gli effetti sono già visibili, in particolare quelli per il fotovoltaico. Secondo un rapporto del Gse (gestore dei servizi energetici), al 30 settembre scorso (ultimo dato disponibile) in Italia erano attivi 1,14 milioni di impianti fotovoltaici, il 12% in più rispetto alla fine del 2021, per una potenza complessiva superiore a 24,2 gigawatt (+7%).

La produzione di energia da fotovoltaico

Questo mentre la produzione nei primi nove mesi del 2022 è stata di poco inferiore a 24 terawattora, in aumento del 12% sullo stesso periodo dell’anno prima. Insomma, numeri assolutamente positivi che fanno dire al Gse che “il comparto italiano del fotovoltaico ha registrato una dinamica positiva; tutti i principali indicatori mostrano valori significativamente più elevati rispetto agli anni precedenti”.

Il Conto energia

Per trovare dei dati altrettanto buoni bisogna infatti tornare al 2013, quando era ancora in vigore il “conto energia”, il programma di incentivi che dal 2005 al 2013 ha spinto le rinnovabili, prevedendo un contributo economico per ogni kilowattora prodotto da ogni nuovo impianto fotovoltaico.

Il Decreto energia

L’anno scorso, però, non sono stati introdotti incentivi. Come si spiega dunque il boom dei pannelli solari? Semplice, con la sfrondatura di lacci e lacciuoli che bloccavano il settore. Il primo tassello è stato il Decreto Energia che ha varato una procedura semplificata per l’installazione di progetti con una potenza fino a 200 kilowatt, procedura che, in precedenza, era riservata solo agli impianti fino a 50 kilowatt.

Il Decreto aiuti

A luglio, poi, è arrivato il Decreto Aiuti che ha stabilito che fino al 16 luglio 2024 sarà possibile avvalersi della Dichiarazione di inizio lavori asseverata (Dila) per realizzare impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra di una certa potenza nelle aree di alberghi, campeggi e terme. Le condizioni poste per godere della semplificazione sono due: che l’energia prodotta sia destinata prioritariamente a soddisfare il fabbisogno delle medesime strutture e che tali aree si trovino fuori dai centri storici (oltre a non dover essere sottoposte a vincoli paesaggistici e culturali). Il Decreto Aiuti Bis ha ulteriormente agevolato la procedura, includendo anche i centri storici e le zone soggette a tutela (con alcuni limiti).

Il fotovoltaico in Italia, più impianti al Nord

Per quanto riguarda la collocazione degli impianti, la maggior parte risulta situata nel Nord Italia, anche se quelli presenti nel Meridione sono, ovviamente, più produttivi. Stando all’ultimo rapporto annuale del Gse, a fine 2021 in Lombardia e Veneto si concentra il 30,4% del totale degli impianti in esercizio sul territorio nazionale.

​Sud primo per produzione

Il primato in termini di potenza, però, spetta alla Puglia con quasi 3 gigawatatt (13% del totale nazionale), che si aggiudica anche il primato per la dimensione media degli impianti (50 kilowatt).

I fanalini di coda

Le regioni nei quali sono meno diffusi i pannelli solari sono la Basilicata, il Molise, la Valle d’Aosta e l’Alto Adige. Nel complesso, nelle regioni del Nord, a fine 2021, risultavano installati il 55% del totale degli impianti attualmente in funzione, in quelle del Centro il 17% e nel Sud il restante 28%. Dopo Lombardia e Veneto, le regioni con più impianti sono il Piemonte e il Lazio.