Giampietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama
Giampietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama

Promuovere l’italianità: è la risposta di Pam Panorama all’emergenza sanitaria. La società che opera con le insegne Pam, Panorama e Pam local, parte del Gruppo Pam e una rete di 400 punti vendita in tutta Italia, ha lanciato l’iniziativa ‘Insieme a te per l’Italia’: un modo promuovere la scelta e l’acquisto di prodotti realizzati da aziende italiane o con stabilimenti in territorio nazionale. "Lo facciamo – spiega Gianpietro Corbari, amministratore delegato di Pam Panorama – per dare un aiuto concreto garantendo occupazione e reddito alle famiglie del nostro Paese".

La grande distribuzione si è trovata a cambiare pelle nei giorni dell’emergenza Coronavirus: la società veneta lo ha fatto anche rafforzando il suo legame con il made in Italy .

Corbari, come sta andando ‘Insieme a te per l’Italia’?

"Siamo soddisfatti. Il progetto è nato per sostenere il rilancio di tante aziende italiane che rischiano di andare in difficoltà quando la crisi sarà passata. Tutti i produttori locali possono proporsi per diventare fornitori, mandandoci le loro proposte attraverso il nostro sito internet o altri canali di contatto".

Quale è stato il feedback della clientela?

"Riscontriamo una risposta positiva. Il nostro sostegno alla filiera italiana resterà stabile e non calerà quando l’emergenza sarà alle spalle".

C’è mai stato, in questo periodo, un problema di approvvigionamenti?

"Mai. Le forniture sono garantite".

Nemmeno campanelli d’allarme?

"Sono mancati per qualche giorno solo alcuni prodotti di igiene personale, come i gel a base alcolica. Ma anche per quel tipo di articoli stiamo tornando alla normalità".

Quali sono le sfide maggiori che state affrontando?

"Il periodo è complesso. Da una parte c’è la necessità di fornire un servizio alla popolazione, dall’altra un’attenzione particolare al modo in cui tale servizio viene erogato con tutte le misure a tutela dei cliente. Nelle ultime settimane si sono sovrapposti decreti e ordinanze, creando problemi interpretativi e finendo per non disincentivare la vicinanza tra le persone. Un esempio riguarda le aperture domenicali: in Veneto e in Emilia-Romagna è stata imposta la chiusura, la spesa si concentra nei giorni infrasettimanali e nei punti vendita c’è più affollamento".

Avevate già disposto la chiusura pomeridiana di domenica: tornerete indietro, nelle regioni in cui è possibile?

"Pensiamo sia giusto aprire per tutta la giornata, visto che l’obiettivo primario è quello di evitare assembramenti. Chiuderemo i punti vendita alle 20 anziché alle 15, eccezion fatta per Veneto ed Emilia Romagna".

Insomma, ogni regione fa storia a sé.

"Un maggiore coordinamento creerebbe omegeneità e faciliterebbe l’organizzazione nei negozi, già messa a dura prova".

State facendo ricorso allo smart working per le funzioni non legate all’attività dei supermercati?

"L’80% del personale in sede, dall’amministrazione al marketing, è impegnato con la formula del lavoro agile. Il presidio fisico è ridotto al minimo".

Passata l’emergenza Coronavirus, si tornerà al punto di partenza?

"Qualcosa resterà. In alcuni casi abbiamo registrato aumenti di produttività, chi è in smart working tende a sentirsi più responsabilizzato e coinvolto. Una crisi lascia sempre degli insegnamenti, molte aziende rivedranno le modalità organizzative".

Avete attivato il servizio di consegna a domicilio gratuito per la clientela over 65: anche iniziative come questa resteranno?

"Abbiamo scelto di aiutare chi in questo momento è in difficoltà. Il nostro è un impegno sociale, che continuerà".

Come stanno affrontando i vostri collaboratori l’aumento del carico di lavoro?

"Con grande senso responsabilità, il loro contributo è encomiabile. Gli addetti dei punti vendita stanno compiendo un grande sforzo in condizioni difficili, li ringrazio tutti. In un contesto di crisi, noto un grande senso di squadra".