di Andrea Telara

Mai più banconote e monete, solo carte di credito e pagamenti elettronici. È il proposito di ben 9 milioni di italiani intervistati dall’istituto di ricerca Emg Acqua per conto di Facile.it, noto portale web che consente di confrontare le tariffe delle utenze domestiche e dei servizi bancari e assicurativi. A spingere così tanti nostri connazionali a stare alla larga dai contanti è la pandemia del Covid-19, cioè il timore che la moneta possa essere un veicolo di trasmissione del virus.

L’indagine è stata condotta a metà di ottobre, su un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta e maggiorenne. La percentuale di intervistati che hanno dichiarato di abbandonare il contante per paura del contagio è pari nello specifico al 19%, ma sale al 21% tra gli uomini e scende al 17% tra le donne. A livello geografico, invece, è soprattutto nel Nord-Ovest (24%) che si registra più di frequente l’intenzione di non usare più la moneta liquida.

L’analisi di EMG Acqua e Facile.it si è concentrata anche sul come gli italiani si rapportano alle piccole spese quotidiane. Attualmente, per i pagamenti di taglio ridotto, il 64% dei nostri connazionali usa in via esclusiva o preferenziale il denaro contante. Tuttavia, anche queste abitudini potrebbero essere messe in discussione, considerando che il governo ha adottato alcuni provvedimenti che favoriscono il ricorso alle transazioni elettroniche. Stiamo parlando della cosiddetta lotteria degli scontrini (che premierà chi si fa documentare le spese nei negozi) e del cashback, un sistema che permetterà di ottenere un piccolo rimborso delle spese sostenute da un cittadino-contribuente, se durante gli acquisti ha utilizzato strumenti digitali o elettronici. Il 59,4% degli intervistati ha dichiarato che, visti tali incentivi, da ora in avanti userà maggiormente carte di credito, bancomat e prepagate.

La "moneta di plastica", insomma, potrebbe presto diventare un’abitudine anche per comprare beni e servizi poco costosi come il giornale, le sigarette, il caffè e la colazione al bar. Dunque, gli italiani sono davvero pronti a modernizzare le loro abitudini, dopo anni di attaccamento al contante? Non proprio o non del tutto, almeno secondo i ricercatori di EMG Acqua e Facile.it. Non manca infatti l’altra faccia della medaglia: c’è una quota del 20,4% di nostri connazionali (addirittura 26,1% nei centri abitati con oltre 100mila residenti) che non ha alcuna intenzione di rinunciare a monete e banconote liquide quando la spesa è di piccolo taglio. Inoltre, solo poco più di un italiano su quattro (corrispondente al 27,1% degli intervistati) oggi dice di usare solo ed esclusivamente denaro contante, mentre Il 36,9% preferisce normalmente usare la moneta liquida e ricorre alla credit card o al bancomat unicamente quando si trova a non avere in tasca spiccioli o banconote. Alla base di questa ritrosia ci sono diverse ragioni. La più frequente è legata al fatto che il contante viene percepito come più comodo rispetto alle carte elettroniche (18%), ma c’è anche chi ritiene che la moneta liquida consenta più facilmente di tenere sotto controllo le proprie spese personali (17,2%). C’è poi chi teme furti e clonazioni (16,8%) mentre una quota minoritaria del 4% dei rispondenti (che su scala nazionale rappresenta circa 675mila individui) dichiara di non voler dire addio al contante per paura di essere controllato dalle banche, dal governo o chissà da chi altro. L’indagine condotta per Facile.it da EMG Acqua ha voluto indagare anche l’opinione che i consumatori italiani hanno sull’abolizione delle commissioni a carico degli esercenti per importi inferiori a 5 euro pagati con moneta elettronica.

Finora, infatti, un ostacolo alle transazioni elettroniche è stato sempre il fatto che le banche e i circuiti di pagamento applicano delle commissioni di importo fisso tutt’altro che trascurabili per ogni incasso. Il che rende sconveniente per i commercianti farsi pagare con la carta quando la merce venduta ha un prezzo molto ridotto, nell’ordine di pochi euro. L’incasso rischia infatti di essere eroso in gran parte dall’incidenza dei balzelli bancari. Ora, però queste commissioni fisse potrebbero essere eliminate e sostituite con un addebito proporzionale alla somma spesa, proprio per favorire l’uso dei pagamenti digitali. La stragrande maggioranza degli intervistati (89,6% del campione) si è detta favorevole all’eliminazione ma ciò che colpisce, secondo gli analisti di Facile.it, sono le motivazioni per cui viene data questa risposta. Quasi una persona su tre (31,3%) afferma di essere favorevole perché ritiene che tale provvedimento possa fare emergere una buona parte di evasione fiscale.