di Andrea Telara

Velocità e convenienza. È il binomio perfetto di fattori che, secondo gli analisti, nei prossimi anni faranno crescere il settore dei pagamenti digitali, cioè le transazioni di denaro che avvengono senza l’uso del contante e con strumenti tecnologicamente avanzati come gli smartphone (i telefonini di nuova generazione), le applicazioni sul computer o le carte di credito contactless, quelle che consentono di saldare il conto avvicinando la tessera di plastica ai terminali Pos dei negozi, senza la classica strisciata.

A fotografare lo stato dell’arte dell’industria mondiale dei pagamenti digitali è stata nelle scorse settimane la multinazionale della consulenza Capgemini, che ha realizzato la sua indagine annuale sul settore (il World Payments Report 2020), con interviste a migliaia di consumatori e a centinaia di aziende il tutto il mondo. Il quadro che emerge dallo studio è indubbiamente quello di un futuro radioso per le transazioni elettroniche, che sembrano destinate a sostituire sempre più la moneta liquida, non soltanto nei paesi industrializzati dell’Occidente ma anche nei Paesi emergenti dell’Asia.

Capgemini stima che il tasso composto di crescita annuale (Cagr) delle transazioni non-cash (cioè senza moneta liquida) sarà pari al 12% a livello mondiale nel periodo compreso tra il 2019 e il 2023. Già nel biennio scorso, tra il 2018 e il 2019, la transazioni globali non-cash sono aumentate di quasi il 14%, per un totale di 708,5 miliardi di operazioni, evidenziando l’incremento più alto registrato nell’ultimo decennio. L’area dell’Asia-Pacifico ha superato appunto l’Europa e il Nord America divenendo il leader in termini di volume delle transazioni alternative al contante nel 2019, con un totale di 243,6 miliardi di operazioni.

A livello di singoli Paesi, il tasso di crescita più significativo (31,1%) si è verificato in Cina, India e in altre nazioni del Sud-Est asiatico. Tale impennata è stata trainata dall’aumento nell’utilizzo degli smartphone, dal boom dell’e-commerce, dall’adozione dei digital wallet (i portafogli digitali) e dalle innovazioni nei pagamenti tramite dispositivi mobili e i QR code, i codici a codice a barre bidimensionali che consentono di memorizzare informazioni leggibili con le fotocamere dei telefonini. A dare una spinta decisiva al boom delle transazioni alternative al contante è stata però anche la pandemia del Covid-19, che ha costretto miliardi di persone a praticare il distanziamento sociale, scoprendo l’importanza del commercio elettronico e delle relazioni attraverso Internet e le nuove tecnologie.

Gli analisti di Capgemni hanno infatti evidenziato che nell’aprile scorso, quando in diversi paesi era in atto il lockdown, più del 38% dei consumatori ha dichiarato di aver scoperto un nuovo fornitore di pagamenti. "Il Covid-19 ha accelerato il processo di innovazione nell’universo dei pagamenti per arrivare a definire una nuova normalità, in cui le aziende del settore dovranno padroneggiare il digitale", ha dichiarato Monia Ferrari, Financial Services director di Capgemini in Italia, commentando i dati della ricerca. La manager ha sottolineato che i consumatori sono alla ricerca di velocità, di convenienza e di una migliore "customer experience", un’espressione con cui nel mondo della consulenza viene identificata l’esperienza complessiva che i clienti vivono nella loro relazione con un’azienda, non soltanto durante l’operazione di acquisto ma anche nei servizi post-vendita.

Il boom dei pagamenti digitali, secondo l’indagine di Capgemini, pone anche le banche di fronte alla minaccia: grazie all’innovazione tecnologica, nel settore dei servizi finanziari si stanno facendo strada nuovi player, diversi dai tradizionali istituti di credito. L’indagine ha per esempio rivelato che il 30% dei consumatori si avvale già di servizi di pagamento offerti dalle BigTech, cioè le grandi aziende tecnologiche internazionali come Amazon, Apple, Google o Alibaba, che hanno già una mole sterminata di utenti. Inoltre, nell’aprile scorso, il 38% dei consumatori ha dichiarato di aver scoperto un nuovo fornitore di pagamenti durante il lockdown. Secondo il 68% degli intervistati, l’Internet banking (cioè l’utilizzo dei servizi bancari online) e i versamenti diretti sui conti correnti sono stati e sono tuttora il metodo di pagamento prediletto durante la crisi sanitaria globale. Le carte contactless sono state indicate invece come il secondo metodo di pagamento più utilizzato, preferite dal 64% degli intervistati, mentre i digital wallet e i pagamenti basati su QR code sono stati la prima scelta per il 48% del campione.