Nell’anno della pandemia, nel 2020, sono stati 10 i ministeri, su un totale di 12, che hanno pagato i fornitori in ritardo rispetto alle disposizioni previste dalla Direttiva europea, confermando un trend che relega la nostra Pubblica amministrazione tra le peggiori pagatrici d’Europa. È quanto segnala l’Ufficio studi della Cgia di Mestre.La situazione più critica riguarda il ministero dell’Interno, che ha saldato le fatture ricevute con un ritardo medio di oltre 62 giorni. Seguono la Difesa, con oltre 36, lo Sviluppo economico con quasi 28 e i Trasporti con circa 27.

Gli unici dicasteri che invece hanno anticipato il saldo fattura rispetto alle scadenze previste dalla legge sono il Miur (-7,27) e gli Affari esteri (-20,34). In Italia, ricorda la Cgia, il volume d’affari che ruota attorno alle commesse di tutta la Pa ammonta complessivamente a circa 140 miliardi di euro l’anno, e il numero delle imprese fornitrici si aggira attorno al milione.

L’aspetto più paradossale – sottolinea l’associazione artigiani – è che non si conosce con precisione a quanto ammonta il debito commerciale della Pa, sebbene le imprese che lavorano per il pubblico siano oggligate a emettere la fattura elettronica.