Matteo Salvini (ImagoE)

Roma, 10 ottobre 2018 - Continua frenetico il lavoro per trovare la quadra sulla pace fiscale. L'ultima ipotesi allo studio riguarda una sorta di 'ravvedimento operoso', da mettere nero su bianco su una dichiarazione integrativa, con pagamento di una flat tax al 15% per chi non ha contenzioso in corso e fa emergere somme fino a 200 mila euro. Un tetto al di sotto di quello delle ultimissime indiscrezioni che davano l'accordo per fatto a 500mila euro. Soldi che non devono chiaramente derivare da attività illecite o frodi fiscali. Non ci saranno quindi, viene spiegato da fonti vicino al dossier, sconti penali e sarebbero esclusi i grandi evasori. Con l'operazione pace fiscale, dice il sottosegretario Massimo Bitonci, il governo punta "a 10 miliardi di entrate una tantum". Il provvedimento sarà introdotto nella prossima manovra finanziaria (o con il decreto fiscale collegato che dovrebbe arrivare entro la settimana prossima).

MINI-CARTELLE - Bitonci annuncia che si sta valutando col Mef una possibile soglia per poter effettuare lo stralcio complessivo di tutte quelle cartelle piccole, sotto i 1000 euro o sotto i 5000 euro. Rappresentano il 55% del 'magazzino complessivo', ovvero dei redditi non riscossi, che vale "850 miliardi", dice Bitonci. "Dal punto di vista quantitativo non pesano molto - spiega Bitonci a Radio Anch'io -, ma interessano quasi 15 milioni di contribuenti". Le due ipotesi sul tavolo sono: stralcio complessivo o versamento del 10%. 

DILAZIONE E LITI PENDENTI -  Bitonci precisa che non si tratta di "condono tombale come quello del 2002" perché si parla di chi ha già fatto la dichiarazione dei redditi. Sulle dichiarazioni integrative, conferma la flat tax al 15% e aggiunge che  "si fanno emergere anche i 5 anni precedenti con risorse magari rimaste bloccate nei cassetti e che possono essere riutilizzate". Su saldo e stralcio saranno previsti 5 anni di dilazione. La pace fiscale riguarderà anche liti pendenti, contenzioso e pre-contenzioso tributario, su cui però non vale il discorso della flat tax retroattiva. Si andrà, dice ancora l'esponente della Lega, "dal pre-contenzioso, da quando arriva l'accertamento, da chiudere senza sanzioni e senza interessi immediatamente, per arrivare fino al processo tributario dove è previsto che se il contribuente vince in primo grado può chiudere pagando il 50% dell'importo senza sanzioni e interessi, se vince in secondo grado pagando il 20%". Allo studio anche una norma sulle società di comodo che non producono reddito. Infine Bitonci indica che "la parte a regime che riguarda la transazione fiscale e il concordato permanente per le crisi d'impresa andrà probabilmente in Legge di Bilancio".

SALVINI - Anche Matteo Salvini torna sull'argomento pace fiscale. "Continuo a essere convinto che non sia sufficiente intervenire su more e sanzioni che in Italia sono più alte che nel resto d'Europa - spiega a margine della cerimonia a Spinaceto per l'anniversario dei Nocs-, ma che per restituire vita e dignità agli italiani sia necessario intervenire anche sul capitale". E assicura: "Ci stiamo lavorando in questo momento, con i tecnici del Movimento cinque stelle. Un conto è la volontà politica, un conto è l'applicabilità tecnica".