di Giuliano Molossi

È il suggeritore tecnologico dell’agricoltore, quello che gli dice come prevenire le malattie delle piante, quando e come irrigare per risparmiare acqua, come ottimizzare l’uso di fitosanitari, tutto allo scopo di migliorare la qualità e la quantità del raccolto. È l’innovazione in agricoltura, il più avanzato sistema di supporto decisionale per aziende agricole realizzato da una giovane e brillante start up tutta italiana, la Evja di Napoli.

Si chiama "Opi" e sta per "osserva, previeni, intervieni", i tre comandamenti di chi lavora nei campi e nelle serre. È piaciuto così tanto agli esperti internazionali del settore da essere scelto fra i 12 finalisti della Food Tech Challenge, il concorso gestito dalla società Tamkeen di Abu Dhabi e dall’ufficio per la sicurezza alimentare e idrica degli Emirati Arabi Uniti per identificare le migliori soluzioni tecnologiche agricole del mondo che possano aiutare gli Emirati Arabi a produrre il 60 per cento in più di cibo entro il 2051 e dimezzare gli sprechi alimentari entro il 2030. I progetti pervenuti da aziende e istituti di ricerca di tutto il mondo erano 437 ma Opi è riuscita a conquistare la giuria che l’ha ritenuta una delle più innovative soluzioni dell’agritech internazionale. Una bella soddisfazione per la start up nata cinque anni fa per iniziativa di tre giovani amici napoletani, Davide Parisi, Antonio Affinito e Paolo Iasevoli. Ed è con lui, 37 anni, co-founder e responsabile marketing che parliamo del grande interesse raccolto dall’ultima creazione di Evja.

Cominciamo dall’inizio, come vi è venuta l’idea di creare la start up?

"La start up nasce cinque anni fa a Napoli dove oggi ha la sede principale e poi abbiamo un’altra sede in Olanda a Wageningen che abbiamo inaugurato l’anno scorso. Siamo tre amici con esperienze in campi diversi dall’agricoltura. Abbiamo avuto l’idea di applicare le conoscenze che avevamo in tecnologie e intelligenza artificiale a un settore, come quello agricolo italiano, che era ed è fra quelli con maggior bisogno di innovazione. In Olanda, ad esempio, da quasi vent’anni utilizzano strumenti che in Italia sono stati appena introdotti. È un settore che dobbiamo obbligatoriamente far progredire, aumentare la produzione agricola ma farlo in un modo sostenibile, rendere più efficienti lo sfruttamento delle superfici coltivabili e mettere in atto delle pratiche agronomiche che consentano di produrre in modo efficiente salvaguardando l’ambiente. Pensi solo all’irrigazione. Si stima che l’80 per cento delle risorse idriche mondiali sia utilizzato per l’irrigazione. Consentire alle aziende agricole di irrigare in modo più efficiente è molto importante. Allo stesso modo ottimizzare l’utilizzo dei fitosanitari è un modo per far arrivare al consumatore finale cibo più salubre".

E il dispositivo Opi è nato dunque per applicare queste tecnologie. Quali sono i vantaggi per l’agricoltore?

"Sì, lo abbiamo realizzato per dar modo alle aziende agricole di intervenire tempestivamente per prevenire le malattie, ad esempio il rischio della peronospora che è un flagello su molte colture, poi per rendere più efficiente l’irrigazione, cioè quando e come irrigare, infine per migliorare la nutrizione, cioè per segnalare il momento giusto perché la pianta possa assorbire i fertilizzanti. Insomma, nel complesso Opi tiene aggiornato l’agricoltore su tutto quello che sta avvenendo nel suo campo".

È un sistema molto complicato?

"No, è di una semplicità estrema, è intuitivo. È grande come una scatola di scarpe, facilissimo da installare. I sensori vanno a monitorare tutti i dati, dall’umidità dell’aria a quella del terreno, dalla temperatura alla bagnatura della foglia consentendo all’agronomo di intervenire per tempo e correggere il tiro o porre rimedio se ce n’è bisogno".

Quante installazioni di Opi avete oggi?

"Un centinaio, principalmente in Italia, ma anche in Grecia, Serbia e Bangladesh. È utilizzabile con tutti i tipi di coltivazione, sia nei campi che in serra. Anche in caso di vertical farming o in vivaio. Le colture sulle quali attualmente siamo più presenti sono gli ortaggi a foglia, le lattughe, la rucola, il radicchio, ma anche pomodori, melanzane e frutta come fragole e lamponi".