I certificati sono strumenti complessi che vanno studiati
I certificati sono strumenti complessi che vanno studiati

Opportunità di guadagno e protezione del capitale. È il binomio di fattori che caratterizza oggi molti certificati d’investimento, una categoria di prodotti finanziari che sta raccogliendo sempre più interesse tra gli investitori italiani, almeno tra quelli più esperti che operano con frequenza sui mercati.

Se ne è parlato lo scorso 17 giugno all’ITForum, una delle più importanti manifestazioni italiane dedicata al mondo degli investimenti, che aveva in agenda una conferenza via internet con diversi esponenti di banche e case d’investimento. Hanno partecipato al convegno online Luca Comunian, head of Marketing di BNP Paribas Cib, Francesca Fossatelli, responsabile Flow Products Development Italia di Vontobel, Marco Medici, sales di Unicredit e Giovanna Zanotti, docente di economia degli intermediari finanziari all’Università di Bergamo e direttore scientifico di Acepi (Associazione Italiana Certificati e Prodotti di Investimento). Il dibattito è stato moderato da Andrea Ropa, giornalista di Qn-Economia & Lavoro. Tutti i partecipanti hanno concordato su un punto: nonostante la crisi finanziaria del mese di marzo, gli investitori italiani continuano a mostrare un certo interesse per i certificati (in inglese certificates) che, va ricordato, sono strumenti finanziari derivati quotati su un particolare segmento di Borsa Italiana, il SeDex, che hanno una scadenza e un valore dipendente da quello di un’altra attività finanziaria sottostante, per esempio un indice di Borsa, uno o più titoli azionari ma anche una valuta o un paniere di materie prime.

Per puntare sui rialzi o i ribassi di un indice o di un’azione, spesso molti investitori preferiscono acquistare il relativo certificato, piuttosto che acquistare direttamente il titolo o qualche altro strumento finanziario. "Se guardiamo ai dati del primo trimestre 2020 sui collocamenti di certificati – ha detto Zanotti di Acepi – possiamo dire che i volumi di collocamenti non hanno risentito più di tanto del crollo dei mercati successivo alla pandemia del Coronavirus". Certo, con l’inizio del lockdown di marzo c’è stata senza dubbio una battuta d’arresto che è stata però recuperata in parte nei mesi successivi.

Con il ritorno della liquidità sui mercati finanziari, spinta soprattutto dagli interventi delle banche centrali, per Zanotti ci sono le condizioni affinché l’interesse degli investitori per i certificati cresca ulteriormente. Fossatelli di Vontobel ha sottolineato per esempio le opportunità che si sono aperte sul mercato per una particolare categoria di certifcates: i cosiddetti Cash Collect che consentono di avere un rendimento periodico elevato (simile a quello delle cedole di un’obbligazione) a seconda del comportamento dell’indice o del titolo sottostante. Dopo il ritorno della volatilità dei prezzi sul mercato, infatti, molti Cash Collect sono oggi scambiati a prezzi interessanti e offrono opportunità di guadagno nel medio periodo. I partecipanti al convegno di ITForum hanno poi concordato su un altro punto: oggi, dopo la brusca correzione delle Borse di inizio primavera, c’è un forte interesse per i prodotti che, oltre alle opportunità di guadagno, offrono anche garanzia di protezione del capitale. Non va dimenticato infatti che molti certificati d’investimento garantiscono il rimborso totale o parziale del capitale investito quando l’indice o i titoli a cui sono collegati non scendono sotto un determinato valore (che in gergo tecnico si chiama Barriera). Comunian di Bnp Paribas e Medici di Unicredit hanno evidenziato che i certificati, seppur adatti anche a chi mette in atto strategie difensive, sono comunque strumenti finanziari complessi, che vanno acquistati e negoziati soltanto dopo averne compreso bene il funzionamento.

Andrea Telara