di Monica Pieraccini

Un andamento climatico favorevole, con la mosca che quest’anno non ha fatto danni. Per questo la raccolta delle olive è andata benissimo e l’olio è di ottima qualità. L’annata olivicola toscana targata 2020-2021 si profila come una campagna da ricordare, con le quantità in aumento del 30 per cento rispetto al 2019: 14mila tonnellate di olio prodotto e qualità eccellente, con la punta di diamante della Igp Olio Toscano per cui si stima una produzione di quasi 3mila tonnellate. Soddisfatto il presidente di Coldiretti Toscana, Fabrizio Filippi (nella foto a sinistra), che è anche presidente del Consorzio di tutela Igp Olio Toscano al quale aderiscono oltre 10.250 olivicoltori, 265 frantoi, 360 confezionatori per sei milioni e mezzo di piante iscritte e 35mila quintali di olio prodotto, destinato soprattutto all’export.

C’e un clima di ottimismo tra gli olivicoltori toscani?

"L’annata è nettamente migliore di quella dello scorso anno, con una ripresa della produzione, cresciuta del 30 per cento, mentre si attendeva un incremento al massimo del 15 per cento rispetto al 2019"

Sarà un olio di ottima qualità?

"Sì, esatto. Anche se c’è stato un periodo di siccità, a settembre e ottobre è arrivata la pioggia. La mosca c’è stata all’inizio, poi è sparita. Il risultato? Un’annata a cinque stelle".

Come sta andando il mercato?

"In primavera il lockdown ha nei fatti creato uno stop delle vendite verso la ristorazione e l’Horeca. Il mercato è poi ripartito con le fasi estive e pre-autunnali e ora torna in una fase di incertezza".

Nei prossimi mesi quale sarà l’andamento?

"Difficile prevedere. Dobbiamo aspettare un mese per capire quale sarà la tendenza per il periodo natalizio. Certo, il fatto che ci siano meno persone in giro, fa immaginare un calo per esempio nella vendita diretta. Fino ad ora però questo non si è verificato. Ai frantoi l’affluenza è alta. La corsa all’olio nuovo è confermata".

Il prezzo?

"È stabile rispetto allo scorso anno. Si va dagli 8,5 ai 9 euro al litro all’ingrosso per l’Igp toscano, con vendita diretta al consumatore attorno ai 13,5 euro".

Le esportazioni?

"L’olio extravergine di oliva è il prodotto agroalimentare toscano più resiliente alla crisi causata dall’emergenza Covid: nei primi sei mesi di quest’anno ha registrato un aumento delle esportazioni del 15 per cento. L’olio certificato Igp toscano va per il 60-70 per cento all’estero. Per il momento, tutte le richieste, in particolare dagli Stati Uniti, sono confermate. Un andamento che testimonia quanto il brand ‘Toscana’ richiami l’interesse dei mercati internazionali verso la produzione regionale, che va sostenuta anche in termini di innovazione di cultivar e processi produttivi".

C’è il pericolo contraffazione?

"Secondo i dati di Frantoio Italia dell’Ispettorato repressione frodi del ministero delle Politiche Agricole, al 14 ottobre scorso ci sono giacenze pari a 18,7mila tonnellate di olio comunitario, con un aumento del 37 per cento rispetto all’anno scorso. Ciò impone controlli mirati contro eventuali frodi e sofisticazioni che macchiano e danneggiano l’immagine stessa del nostro settore, sottraendo valore aggiunto ai produttori e ingannando i consumatori. Non a caso proprio Coldiretti ha condotto una dura battaglia perché si arrivasse all’approvazione della legge ‘salva olio’ made in Italy, costruendo così a partire dal 2013 un’alleanza tra consumatori e produttori per difendere insieme l’eccellenza del nostro patrimonio olivicolo".

Cosa serve per farsi trovare pronti ad agganciare la ripresa?

"Provvedimenti immediati, con massicci investimenti pubblici e privati, a partire da un piano straordinario di comunicazione sull’olio che rappresenta da sempre all’estero un prodotto simbolo della dieta mediterranea".

Come consorzio di tutela dell’olio Igp toscano avete qualche iniziativa in programma?

"Punteremo in questi mesi sopratutto sui social. Avevamo programmato una serie di iniziative, anche alla stazione Leopolda di Firenze, ma sono state annullate. L’idea è quella di fare delle campagne sul web, per raggiungere più persone possibili, in tutto il mondo, in attesa di poter tornare a organizzare eventi in presenza".

Monica Pieraccini