di Monica Pieraccini

Un anno buio per l’economia, ma eccezionale per la produzione di olio Dop. Nel Chianti Classico, e in generale nell’entroterra toscano, la raccolta sta andando molto bene. L’andamento stagionale del 2020 è stato regolare, con un’estate calda durante il giorno, ma caratterizzata da una forte escursione termica tra il giorno e la notte. La primavera mite, senza piogge eccessive ma sufficienti a garantire una buona riserva idrica, ha permesso alle piante di germogliare in abbondanza e l’assenza di fenomeni atmosferici violenti ha preservato le piante e i fiori.

La vera svolta verso l’eccellenza è però dovuta al clima delle ultime settimane di settembre e quelle di ottobre, in cui è tornato il freddo autunnale, con temperature notturne particolarmente al di sotto delle medie degli ultimi anni. Ottima la concentrazione fenolica delle olive, perfette anche dal punto di vista fitosanitario, con un’incidenza praticamente nulla di malattie e agenti patogeni. La raccolta numero 20 per la Dop è già iniziata in nelle zone della denominazione, in particolare delle cultivar Leccino e Frantoio, Moraiolo e il Correggiolo. Nei frantoi però è inebriante il profumo di questa nuova raccolta, con le caratteristiche note di mandorla amara e di carciofo che la contraddistinguono da ogni altro olio toscano.

"Mentre vengono certificate le prime partite di olio Dop – commenta Gionni Pruneti (nella foto in alto a sinistra), presidente del Consorzio Olio Dop Chianti Classico, che riunisce 240 soci per una produzione media di 1.500 quintali – possiamo già dire che la qualità è eccezionale. Le condizioni climatiche ci hanno permesso di vivere una raccolta estremamente soddisfacente come olivicoltori, faticosa sì, per le condizioni climatiche che ricordano gli autunni degli anni Ottanta, ma che fin dalle prime spremiture si dimostra straordinaria".

"Legheremo il ricordo di questo anno, infausto per molti aspetti, alla rinascita della natura, che ha regalato alla terra del Gallo Nero un’annata eccezionale e un olio capace di portare in tavola l’unicità del nostro territorio", aggiunge il presidente del Consorzio. La vendita diretta al consumatore, di persona o online, sta andando benissimo in Italia e all’estero, anche in questo momento difficile. Cali si registrano invece negli ordini che arrivano dai ristoranti e gastronomie. Un olio di alta qualità come il Dop è penalizzato anche nei supermercati, dove le persone, nei periodi di lockdown, fanno la spesa di fretta e, poco fiduciose nel futuro, acquistano sopratutto olio di primo prezzo.

"Siamo però nel complesso molto fiduciosi. Quest’anno – sottolinea Pruneti – abbiamo un gran bel prodotto, di alta qualità, che può essere imbottigliato e consumato tutto l’anno. È vero, la crisi è generalizzata, in tutto il mondo, ma contiamo con il 2021 di riprendere le vendite anche nei ristoranti e gastronomie, sia in Italia che all’estero". I 240 soci del Consorzio sono dislocati nella zona del Chianti Classico, formata dai comuni di Castellina, Gaiole, Greve e Radda in Chianti ed, in parte, dai comuni di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano Val di Pesa.