Agostino Di Maio
Agostino Di Maio

ROMA - Professionisti sanitari, specialisti Ict, responsabili vendite ed export manager sono tra i più ricercati tra le professioni ad alta qualifica. E poi operatori socio sanitari, contabili e specialisti del credito, addetti all’assistenza clienti e all’helpdesk, badanti. Nel settore manifatturiero emerge la richiesta di addetti allo stampaggio, addetti alle macchine a controllo numerico computerizzato, tagliatori, verniciatori e in generale metalmeccanici specializzati principalmente per le industrie del Made in Italy.

Sono queste alcune tra le 30 figure professionali più ricercate nel mondo del lavoro da novembre e fino alla fine del 2020 distinte in 3 diverse categorie. È quanto emerge da una rilevazione effettuata da Assolavoro Datalab, l’Osservatorio dell’Associazione nazionale delle Agenzie per il lavoro, su dati interni al settore e su fonti terze qualificate (Excelsior, Linkedin, Trovit).

Sulle 30 figure professionali oggetto dell’indagine si concentrano circa 297mila posizioni sul totale di 480mila vacancies rilevate dal rapporto Excelsior di Unioncamere.

Nonostante la persistente condizione di crisi in cui versa il mondo del lavoro, dunque, le opportunità di occupazione tramite Agenzie per il lavoro per lo stesso periodo (novembre-dicembre 2020) sono complessivamente 90mila.  “Anche nei periodi di crisi – osserva Agostino Di Maio, Direttore generale di Assolavoro -  le Agenzie per il lavoro si confermano un punto di riferimento essenziale per le opportunità di lavoro per le persone e per trovare i migliori candidati da parte delle aziende“.

Si tratta per lo più di contratti di lavoro a tempo determinato, con le tutele e la retribuzione tipica del lavoro dipendente. Per candidarsi è possibile contattare le singole Agenzie per il lavoro. L’elenco  delle principali Agenzie, accreditate presso l’apposito Albo del Ministero del Lavoro, è disponibile dal sito di Assolavoro (www.assolavoro.eu - Agenzie associate).

“L’auspicio – spiega Di Maio - è che questo faciliti ulteriormente due consapevolezze che meritano di essere più diffuse in tutti gli ambienti, anche quelli istituzionali. La prima è che le Agenzie sono parte della soluzione, mentre la dispersione di risorse pubbliche in meccanismi di formazione che non servono a chi li segue sono il vero male. La seconda è che pensare a garantire un posto di lavoro per tutta la vita è illusorio, occorre invece accompagnare le persone sempre, in tutte le fasi, quelle di lavoro e quelle di non lavoro, garantendo continuità di reddito e formazione mirata al reinserimento“.

Netta la conclusione del Direttore generale dell’Associazione: “Chi ancora confonde la flessibilità buona con la precarietà reca il peggior servizio alle fasce più deboli. A loro prima che a tutti gli altri andrebbe garantito che il lavoro prenda forma con contratti tutelanti, come sono quelli di lavoro dipendente, in via diretta o in somministrazione. Per queste ragioni, vista anche l’incertezza che accompagnerà tutto il 2021, bene farebbe il governo a eliminare almeno per tutto il prossimo anno i disincentivi verso l’uso di questi contratti, che rischiano di favorire forme di occupazione meno tutelanti“.